La luce come risorsa integrata

 

Lo stand Ital Pek alla fiera Sicam (2014) (in collaborazione con Studio Fiorella Radice graphic design) (cortesia: Edoardo Colzani Design Studio)
Lo stand Ital Pek alla fiera Sicam (2014) (in collaborazione con Studio Fiorella Radice graphic design) (cortesia: Edoardo Colzani Design Studio)

Abbiamo voluto approfondire la conoscenza con il lavoro di un designer che negli ultimi anni ha sviluppato , in coerenza con una crescente domanda del mercato, una sua personale ricerca sulle nuove forme della luce domestica

Edoardo Colzani
Edoardo Colzani

Le esperienze di un designer come Edoardo Colzani, che nel 2001 apre il proprio studio in Brianza, a Giussano, specializzandosi nell’ambito del Product Design e articolando poi la propria attività nella sperimentazione progettuale sui più diversi materiali, è testimonianza di una importante linea di tendenza dell’Interior Design in Italia, anche con relazione al design degli apparecchi di illuminazione.

Dal mobile al Product Design & ritorno

Vuoi raccontare ai nostri lettori qual è stato il tuo percorso di formazione e come sei arrivato  a svolgere la professione di designer?

Il mio percorso è stato abbastanza semplice. Sono nato in una zona della Lombardia nota per essere culla di molte aziende nel campo del mobile dagli anni ‘60 ad oggi, in una famiglia di imprenditori attivi proprio in questo campo: la mia è stata quindi una vita professionale dettata quasi fin da subito.

Anche se prima di arrivarci ho voluto sperimentare altri campi. Ho conseguito il diploma di Industrial Designer nel 1995/96 presso l’ I.S.Co. (Istituto Superiore della Comunicazione) di Como dove ho insegnato per un paio di anni subito dopo il diploma. Da lì a poco ho deciso di buttarmi definitivamente in questo mondo ed ho aperto il mio studio nel cuore della Brianza.

Come sta il Design in Italia?

Come valuti lo stato di salute del prodotto di design in Italia in relazione alla domanda di mercato?

Ritengo che il design italiano sia ancora uno dei mercati saldi della nostra economia. Ci sono paesi in tutto il mondo dove fortunatamente il Made in Italy (dalla progettazione alla realizzazione) è ancora ricercatissimo. Grazie a questa continua domanda di mercato, credo che il livello del prodotto industriale italiano sia ancora molto buono.

Sono altresì convinto però, che al giorno d’oggi purtroppo ci siano troppe realtà che con poca esperienza si presentano al mercato, rispondendo alla domanda, con un’offerta molto competitiva dal punto di vista economico, ma non altrettanto dal punto di vista professionale.

Nel tuo lavoro mi sembra che si sia affermata una cifra caratteristica, che è quella di considerare la luce come una forma integrata nell’ambito dell’arredo. Vuoi parlarci meglio di questo concetto?

E’ un concetto che fa parte di una tendenza dettata dal mercato. 4 anni fa ho progettato per un’azienda Italiana la prima lampada alimentata con una batteria al litio e ricaricabile come un telefonino (si trattava della lampada “Snooze”, prodotta da Giesse-Technology ).

La lampada “Snooze”, disegnata per Giesse Technology (2011-2012) (cortesia: Edoardo Colzani Design Studio)
La lampada “Snooze”, disegnata per Giesse Technology (2011-2012) (cortesia: Edoardo Colzani Design Studio)

In quel periodo, a mio avviso, il mercato chiedeva una fonte luminosa che potesse essere nomade, che potesse essere utilizzata in tutti gli ambiti della casa senza la necessità di una presa di corrente.

Esistevano già in commercio soluzioni alternative di alimentazione, ma si risolvevano in prodotti poco performanti, le cosiddette luci di emergenza, che necessitavano un continuo cambio di batterie.

Il mio progetto andava ben oltre: uniformare quelle che erano le direttive europee nell’ambito degli apparecchi ricaricabili anche nel mondo dell’illuminazione. Lo stesso concetto vale oggi per la luce integrata: sono visibili ormai da qualche anno realtà che in questo contesto hanno costruito nuovi Brand. Il concetto sta nel dare una nuova vita ed un nuovo servizio ad un prodotto.

Product Design: dalla lampada al giocattolo

Vorremmo che ci parlassi qui di alcuni dei tuoi progetti dedicati al prodotto luce e più in generale della tua attività di Product Designer svolta negli ultimi anni.

Ho iniziato da poco una collaborazione con un’azienda italiana produttrice di sistemi di illuminazione a LED molto interessanti, la Ital Pek di Rimini.

Sin da subito ho iniziato a divertirmi con i loro prodotti, arrivando alla progettazione di uno spazio espositivo in una fiera di settore  e alla realizzazione di un prodotto che l’azienda non aveva a catalogo, la lampada “Bilico”. Ho “giocato” con un loro profilo che difficilmente immaginavo in un ambito diverso da quello per il quale era stato concepito, ma che alla fine si è rivelato essere perfetto, dandomi un risultato più che positivo.

“Bilico” è la lampada realizzata per Ital Pek (2014) (cortesia: Edoardo Colzani Design Studio)
“Bilico” è la lampada realizzata per Ital Pek (2014) (cortesia: Edoardo Colzani Design Studio)

Ho iniziato inoltre da qualche mese una nuova esperienza nell’ambito del Product design, sviluppando con un altro professionista un nuovo brand legato al mondo del giocattolo per bambino, che abbiamo chiamato “BABAU LAB”. Il primo prodotto che abbiamo ideato è una lampada di cortesia per bambini, “Illuminasogni”, capace di leggere gli audiolibri.

“Illuminasogni” è la lampada giocattolo per bambini progettata per BABAU LAB (2014) (cortesia: Edoardo Colzani Design Studio)
“Illuminasogni” è la lampada giocattolo per bambini progettata per BABAU LAB (2014) (cortesia: Edoardo Colzani Design Studio)

Si tratta di una serie di lampade, la cui forma richiama degli animali ( una scimmia, un gufo ed un lori lento ) che hanno un sensore ( PIR ) capace di riconoscere il movimento di una persona anche al buio da una distanza di circa 2 m che fa accendere i LED posizionati dietro agli occhi . Al suo interno poi abbiamo posizionato una scheda di memoria contenente audiolibri e delle fiabe che grazie ad un altoparlante permette al bambino di ascoltare le tracce audio.

Exhibit, Interior Design e progetto della luce

Puoi raccontarci qualcosa delle tue esperienze sviluppate nell’ambito dell’Exhibit Design?

Dalla mia esperienza di Art Director per alcune aziende di settore posso dire che l’Exhibit Design è uno dei capisaldi dell’immagine che una società può dare di se stessa al mercato, unitamente a tutta l’immagine coordinata.

Col tempo è diventato sempre di più un palcoscenico, dove le aziende mostrano le loro capacità del “fare”, spingendosi in alcuni casi all’eccesso. Questo approccio però non dev’essere visto come uno sbaglio o un azzardo, ma come la volontà dell’azienda di far capire al cliente finale le sue potenzialità e capacità produttive nell’ambito del proprio settore.

Parlando di progetto, ci vuoi parlare di qualche tua esperienza nel contesto dell’Interior Design?

Durante quest’ultimo anno, sono stato incaricato di seguire la progettazione degli spazi interni, delle finiture, degli arredi e degli apparecchi di una casa in bioedilizia. E’ stato molto interessante, perché mi sono confrontato con un mondo col quale non avevo mai avuto a che fare prima.

Quindi ho cercato di valorizzare ancora di più il concetto di “casa che respira” utilizzando elementi di arredo, elettrodomestici e corpi illuminanti, in linea con il concept della casa stessa. Per gli apparecchi di illuminazione ad esempio ho utilizzato una serie di prodotti della linea Architectural di Flos a LED, accompagnando arredi che vanno dai classici del design alle moderne soluzioni di Ernestomeda per la cucina.

Gli scenari futuri

Quali scenari futuri immagini per la luce e le sue tecnologie nell’ambito dell’illuminazione residenziale e domestica?

Posso solo immaginare che tanto più si giocherà con la luce, quanto più si raggiungeranno risultati strabilianti.  Intendo dire che oggi non esistono più molti vincoli progettuali – o dove ci sono sono meglio superabili – che un tempo potevano portarci tutti su di un’unica via. I progettisti sono molto più liberi nel progettare e realizzare le proprie idee, grazie alla tecnologia LED, ai nuovi materiali ultraleggeri e performanti e ad altri plus che ci permettono di esplorare nuovi spazi e concetti di luce.

Sulla qualità del prodotto/Il giovane design in Italia

Come consideri la qualità del prodotto di illuminazione italiano oggi, dal punto di vista della ricerca applicata al design?

Ritengo che il prodotto italiano stia voltando pagina dal punto di vista della ricerca applicata al design. I LED hanno dato a noi progettisti nuova linfa vitale per dar vita a prodotti che prima potevamo solo immaginare e le aziende si stanno spingendo in ambiti progettuali e di prodotto molto interessanti.

Per finire, qual è il tuo punto di vista sul giovane design in Italia? Quali sono i punti di forza e gli elementi di debolezza di questa filiera?

Il giovane design italiano oggi trova dalla sua parte nuove frontiere e piattaforme che lo aiutano molto a crescere. Si parla tanto negli ultimi tempi di design autoprodotto, di maker e di tutta una serie di attività nate dal nulla ma che da subito spiccano nell’ambito del design (come ad esempio le FabLab); un concetto che ultimamente sta raggiungendo livelli altissimi.

Le nuove tecnologie sono senza ombra di dubbio un gran punto di forza nel campo della progettazione e sperimentazione, perché  permettono, con la stampa 3d ad esempio, di vedere in tempi brevissimi e costi accettabili un progetto che prima era possibile visualizzare solo sulla carta. Quelli che possono essere intesi come punti di debolezza invece, sono forse la poca esperienza reale sul campo che spesso il giovane designer ha e la mancanza di volontà da parte delle aziende di aprirsi maggiormente alle menti giovani.

 

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