La luce come risorsa culturale

 

Firenze, Ponte Vecchio. Un’immagine che propone l’effetto di illuminazione molto equilibrato, che accenna alle differenti cromie degli intonaci (cortesia: DGA – Welt Electronic)
Firenze, Ponte Vecchio. Un’immagine che propone l’effetto di illuminazione molto equilibrato, che accenna alle differenti cromie degli intonaci (cortesia: DGA – Welt Electronic)

Il progetto per la nuova illuminazione di Ponte Vecchio a Firenze rappresenta un interessante esempio di superamento della dicotomia esistente fra illuminazione artistica e illuminazione monumentale, con un equilibrato risultato estetico e in termini di efficienza prestazionale

Un progetto di illuminazione complesso quale quello relativo ad un manufatto ubicato in un’area di centro storico nevralgica quale quella di Firenze, non può essere disgiunto da un’attenzione metodologica estremamente approfondita che deve essere rivolta alla complessità delle tipologie architettoniche che definiscono questo edificio, derivandone un’analisi differenziata e particolareggiata del palinsesto architettonico per le differenti zone da illuminare (il nucleo delle botteghe, l’andamento lineare del Corridoio Vasariano, l’impianto strutturale delle arcate e dei piloni, il gioco dei contrasti visivi fra i pieni ed i vuoti), il tutto per una migliore identificazione possibile dei diversi “compiti visivi” che caratterizzano le differenti aree interessate dall’illuminazione.

Un’altra immagine di Ponte Vecchio con l’illuminazione del fronte nord (cortesia: DGA – Welt Electronic
Un’altra immagine di Ponte Vecchio con l’illuminazione del fronte nord (cortesia: DGA – Welt Electronic

Inoltre chi si occupa di progetti di illuminazione, sia esso progettista illuminotecnico o Lighting Designer, di fronte alla rivoluzione del LED è tenuto ad accrescere e mantenere i propri ambiti di competenza, anche attraverso una conoscenza approfondita delle caratteristiche costruttive dei prodotti e della componentistica, sviluppando una completa conoscenza dell’ambito impiantistico ai fini di una “tutela” consapevole nel tempo della realizzazione, al fine di non inficiarne la spesa di installazione.

In ultimo, e non meno importante, dovrà avere basi di competenza in elettronica e nei sistemi di controllo per comprendere le ricadute gestionali ed energetiche dell’impianto progettato; dovrà infine essere capace di conciliare le proprie competenze illuminotecniche nel modo più “imparziale” possibile, sapendo valutare e porre a confronto i differenti parametri percettivi della tecnologia LED rispetto a quelli dell’illuminazione tradizionale.

Il lavoro di progettazione realizzato per Ponte Vecchio (N.B. L’articolo è stato realizzato dalla Redazione e non come indicato in precedenza e nella versione cartacea dall’arch. Claudio Vallario – Responsabile Ufficio progettazione Silfispa), nato dallo sforzo congiunto di differenti partner ha posto di fronte se possibile ad una problematica ulteriore, ovvero quella di trovare la migliore sinergia possibile con le competenze tecniche esistenti all’interno delle differenti aziende coinvolte, sinergia che nel caso specifico si è sviluppata ai massimi livelli, per la grande cura e competenza tecnica esistente nelle aziende partner coinvolte, ovvero Nichia per i LED, Welt Electronic per lo distribuzione sul mercato italiano dei moduli LED e DGA per la progettazione e l’engineering degli apparecchi di illuminazione a LED. Il risultato di questo lavoro di equipe ha potuto inoltre rafforzarsi anche attraverso un costante confronto con i prerequisiti posti dalla committenza.

In questa chiave, il progetto denominato ‘Nuova luce a Ponte Vecchio’ ha potuto realizzare in maniera ottimale l’illuminazione del Ponte Vecchio di Firenze, con un appropriato utilizzo delle nuove tecnologie a LED garantendo la diminuzione drastica dei consumi di energia elettrica e i relativi costi di manutenzione dell’impianto.

Un’immagine del Ponte, con uno scorcio sull’illuminazione del Corridoio Vasariano, calibrata su un registro cromatico più caldo (cortesia: DGA – Welt Electronic)
Un’immagine del Ponte, con uno scorcio sull’illuminazione del Corridoio Vasariano, calibrata su un registro cromatico più caldo (cortesia: DGA – Welt Electronic)

L’iter del Lavoro in equipe

Welt Electronic, società che ha acquisito per l’Italia il contratto di distribuzione esclusiva del più importante costruttore mondiale di LED, la giapponese Nichia, ha coinvolto in un lavoro di equipe il Design Campus dell’Università degli Studi di Firenze – sotto la responsabilità scientifica del prof. Massimo Ruffilli – ed un pool di aziende operanti sul territorio fiorentino, in un’attività di “work – in – progress” che ha sviluppato un importante lavoro preliminare di studio sul manufatto. Oltre la coinvolgimento dell’Università, Welt Electronic si è rivolta a DGA, un’importante realtà fiorentina operante dal 1989 nella realizzazione di sistemi d’illuminazione a LED di alta qualità, allo scopo di affrontare l’impegnativa fase di sviluppo e trasferimento della tecnologia LED nell’architettura degli apparecchi di illuminazione.

Dal canto suo DGA ha fornito per questa realizzazione gli apparecchi, accollandosi gli oneri della progettazione e soprattutto della certificazione dei sistemi. Così, a seguito della realizzazione di tutti i rendering del ponte da parte degli studenti del Design Campus, SILFI, l’azienda fiorentina che dal 1985 si occupa dell’illuminazione pubblica di Firenze ha realizzato – attraverso chi scrive queste note – il progetto illuminotecnico, affrontando la problematica della parte interna del ponte (percorsi e camminamenti), quella della parte esterna e quella della parte alta del Corridoio Vasariano, lavorando in stretta collaborazione con Antonio Di Gangi di DGA, all’individuazione delle migliori soluzioni possibili per un intervento che adeguato alla magnificenza del contesto architettonico.

Illuminare i valori storici di un manufatto “icona” della città di Firenze

Progettare la luce implica grandi competenze tecniche e qualsiasi installazione, soprattutto se realizzata in ambiente esterno, è una sfida, ma – nel caso in questione – le problematiche in ballo superavano quelle già altamente complesse poste dalla realizzazione degli apparecchi. La salita più impegnativa da superare era quella di trovare la capacità di guardare alle sorgenti luminose a LED come strumento espressivo, nel rispetto storico del ponte e di tutto quanto è contemplato nel palinsesto della sua architettura.

In sintesi, si doveva coniugare nel modo migliore il valore funzionale dell’illuminazione, ad un valore aggiunto in termini estetici ed espressivi, senza cadere nell’”effetto luminaria”, in un’immagine oleografica, o in un’illuminazione dinamica e/o colorata fine a se stessa. La Soprintendenza chiedeva sensibilità e attenzione in questa direzione, non ultimo anche perché livelli di illuminamento troppo elevati avrebbero rotto quel filo straordinario che lega il monumento alla sua storia.

Il progetto si è voluto quindi proporre anche fuor di metafora quale “ponte” di mediazione fra le differenti percezioni dei visitatori e delle persone che si trovano a percorrerlo, pensando a come – come ha sottolineato Antonio Di Gangi, amministratore di DGA – “…una cosa bella potesse toccare la sensibilità di tutti a prescindere dal loro status: colti, meno colti, ricchi o poveri..”. E il risultato restituisce una lettura visiva molto equilibrata e che bene differenzia, in termini di colore della luce, gli elementi architettonici costitutivi dell’edificio.

(Claudio Vallario, Responsabile Ufficio progettazione Silfispa) 

 

Gli apparecchi utilizzati

 DGA ha così progettato e realizzato appositamente per questa realizzazione gli apparecchi “Quantum P” (apparecchi da esterni con flusso luminoso di 2000 lumen, potenza max di 18 W, con alimentatore integrato DALI) e i proiettori a luce LED ‘Pegaso 7’, collocati sulle spallette dell’Arno ( 7 LED di Nichia, con efficienza luminosa di 110 lm/W e un flusso luminoso di 14.000 lumen in uscita).

Entrambi gli apparecchi sono stati dotati da DGA anche di sistemi di staffaggio e di alimentazione. L’installazione, realizzata da Silfi, ha dotato Ponte Vecchio anche del sistema di controllo DALI, attraverso la quale l’impianto viene gestito da una centralina elettronica che stabilisce i livelli di illuminamento e il funzionamento dei singoli  apparecchi.

Le sorgenti LED 

Riccardo Rabatti, Presidente e Responsabile Divisione Lighting di Welt Electronic SpA, sottolinea le particolarità dei LED utilizzati per questo progetto. “Le sorgenti Nichia utilizzate sono di due tipologie: Power LED serie 219B e COB-B, entrambi con temperatura colore di 2700°K ed elevato indice di rendimento cromatico (CRI90 minimo).

L’elevata efficienza è garantita dall’utilizzo dello YAG Phosphor (Ittrium, Aluminium Garnet), brevetto Nichia che garantisce, nel tempo, sia il flusso luminoso che la tenuta della stabilità cromatica del LED. Un’altra particolarità del primo prodotto utilizzato (219B) sta nella tecnologia ‘Flip Chip’ che – eliminando il processo del wire bonding come connessione tra anodo e catodo – presenta un elemento di criticità in meno rispetto alle tecnologie adottate dagli altri produttori.

Anche i COB-B Nichia (Chip on Board) si rivelano ideali per chi cerca qualità nel tempo, facilità d’uso, ma soprattutto quando il prodotto finale deve mantenere delle dimensioni contenute: sono infatti realizzati su di un substrato ceramico realizzato con tecnologia ‘High Density’, caratterizzato da una maggiore distribuzione dei chip concentrati in una superficie molto piccola: una caratteristica fondamentale per il progetto di Ponte Vecchio, perché DGA aveva necessità di realizzare apparecchi di illuminazione poco invasivi”.

I numeri del progetto 

N. 104 apparecchi di illuminazione LED (“Quantum P”, di cui la maggior parte con tc 2700 K e un gruppo più piccolo con tc 3000 K), con potenza max 18 W ciascuno, per l’illuminazione delle Botteghe del Ponte Vecchio e del Corridoio Vasariano (resa cromatica > 90)

N. 16 proiettori a LED (“Pegaso 7”) di potenza max di 140 W ciascuno, per l’illuminazione dei due fronti sull’Arno (tc 3000 K, resa cromatica >90)

Energy saving sulla potenza elettrica utilizzata: 79%

Sistema di controllo puntuale su architettura DALI

 

 

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