Il caso di Firenze

La formazione e la ricerca nell’illuminazione urbana

IED Firenze/Fondazione Targetti - Corso di Formazione avanzata “Lighting Design- Progettare la luce” (docente: arch. Claudio Vallario), “Progetto per piazza S. Ambrogio e l’annesso mercato”, render con il posizionamento delle lampade/candele
IED Firenze/Fondazione Targetti – Corso di Formazione avanzata “Lighting Design- Progettare la luce” (docente: arch. Claudio Vallario), “Progetto per piazza S. Ambrogio e l’annesso mercato”, render con il posizionamento delle lampade/candele

All’interno dei Corsi di formazione avanzata IED Firenze e Fondazione Targetti il Corso “Lighting Design- Progettare la luce” si è occupato di diversi lavori legati all’ambito urbano della città di Firenze in collaborazione con le aziende Silfispa e Targetti

A Firenze: IED Firenze e Fondazione Targetti

Il docente del corso “Lighting Design- Progettare la luce”, l’ arch. Claudio Vallario, responsabile della progettazione della Silfi, ha seguito i due diversi progetti: uno il “Progetto per piazza S. Ambrogio e l’annesso mercato” e l’altro “Firenze capitale, le Porte di Firenze”.

Il primo progetto, la nuova illuminazione per il quartiere Sant’Ambrogio, presentato nel gennaio 2014 a chiusura della quarta edizione del Firenze Light Festival (F-Light 2013), è stato donato dalla Fondazione Targetti, dall’Istituto Europeo di Design e dalla società Silfispa alla città.

Coordinati dall’architetto Claudio Vallario, gli studenti hanno eseguito numerosi sopralluoghi e test illuminotecnici, ascoltato la voce dei residenti e quella degli operatori economici, invitandoli a partecipare attivamente al processo creativo.

E’ nato così un duplice obiettivo: riqualificare la zona anche in virtù dei disagi legati al degrado e agli effetti negativi della “movida” e restituire identità al quartiere.

La traduzione visiva ha preso concretezza nella creazione di un percorso luminoso che ricostruisca l’armonia del rione attraverso il recupero dei legami visivi tra i suoi tre cuori: la piazza della chiesa e della movida, l’asse commerciale via Pietrapiana-Borgo La Croce e la piazza del Mercato-parcheggio.

Sospese in aria è stata prevista la presenza di lampade che richiamano delle candele, la dimensione intima, introspettiva, viene trasposta all’esterno per creare un “tetto di luce domestica”. Per ridurre il rumore notturno provocato dalla “movida” è allo studio la possibilità di integrare nell’impianto luci anche una struttura fonoassorbente. Il progetto così concepito è allo studio della Direzione Sviluppo Economico del Comune di Firenze.

 IED Firenze/Fondazione Targetti - Corso di Formazione avanzata “Lighting Design- Progettare la luce” (docente: arch. Claudio Vallario), Un render dedicato allo studio del lighting per il Mercato (courtesy: IED Firenze, SILFI spa, Comune di Firenze, Fondazione Targetti)
IED Firenze/Fondazione Targetti – Corso di Formazione avanzata “Lighting Design- Progettare la luce” (docente: arch. Claudio Vallario), Un render dedicato allo studio del lighting per il Mercato (courtesy: IED Firenze, SILFI spa, Comune di Firenze, Fondazione Targetti)

La seconda esperienza progettuale è stata invece presentata nel gennaio 2015 in occasione del Firenze Light Festival (F-Light 2014), con l’occasione della ricorrenza per Firenze capitale 1865-2015: l’illuminazione delle Porte della città.

La prima fase del lavoro ha previsto, dopo la necessaria analisi storica, un’attenta ed accurata analisi urbanistica e tipologico-architettonica per individuare le caratteristiche estetiche delle porte e la loro percezione nel contesto urbano diurno e notturno.

Il concept illuminotecnico è partito dalla valorizzazione del sistema di fortificazione rinascimentale secondo diverse scale di lettura: una scala di fruizione pedonale, legata all’attraversamento (il sistema dei vuoti) ed una scala di fruizione veicolare, legata al passaggio (il sistema dei pieni) trasposta consequenzialmente anche alla cinta muraria della città (ove presente) ed alla sua memoria (ove assente).

La luce ha consentito quindi una ridefinizione connettiva degli spazi urbani in cui si inseriscono le Porte, per le quali sono stati concepiti due livelli di definizione illuminotecnica: uno legato all’ illuminazione architetturale permanente, l’altro legato alla illuminazione scenografica per eventi occasionali coordinata da un sistema di controllo basato su tecnologia DMX wi-fi che possa coordinarne le ciclicità cromatiche.

IED Firenze/Fondazione Targetti - Corso di Formazione avanzata “Lighting Design- Progettare la luce” – F Light 2014, Progetto “Firenze capitale, le Porte di Firenze”: studio dell’effetto luminoso dell’illuminazione diffusa dei vuoti (courtesy photo: Comune di Firenze, SILFI spa, IED Firenze, Fondazione Targetti)
IED Firenze/Fondazione Targetti – Corso di Formazione avanzata “Lighting Design- Progettare la luce” – F Light 2014, Progetto “Firenze capitale, le Porte di Firenze”: studio dell’effetto luminoso dell’illuminazione diffusa dei vuoti (courtesy photo: Comune di Firenze, SILFI spa, IED Firenze, Fondazione Targetti)

Il progetto è stato poi studiato nei contenuti tecnici con la scelta ed il posizionamento degli apparecchi adatti e lo sviluppo di due casi studio specifici: Porta di San. Niccolò e Porta alla Croce, che hanno previsto lo sviluppo completo di un progetto esecutivo di lighting, comprensivo anche di calcoli e verifiche illuminotecniche, schemi di controllo.

Formazione e ricerca nell’illuminazione urbana

Come valuta il ruolo giocato dalla luce in chiave urbana?

 Gli architetti Andrea Miscoli e Matteo Antonelli (courtesy: MAMA Design Lighting Architecture)
Gli architetti Andrea Miscoli e Matteo Antonelli (courtesy: MAMA Design Lighting Architecture)

Risponde: arch. Matteo Antonelli (MAMA Design – Architetti Associati):

“…In maniera sempre più efficace si parla e si fa luce nelle città, in tutte le sue scale. E’ chiaro che senza quasi accorgercene, negli ultimi 5 anni il mondo della luce ha fatto passi da gigante sotto tutti i punti di vista: tecnologico, funzionale, del design, tutti aspetti questi che a volte hanno addirittura precorso i tempi rispetto alla società e agli utenti finali, ancora troppo legati alle vecchie concezioni illuminotecniche.

Oggi dove tutto è velocità, integrazione, collegamento, contaminazione anche la luce deve, in chiave urbana, legarsi a questo nuovo mondo. Mi sta molto a cuore il tema della contaminazione, in cui credo molto: ecco, la luce in chiave urbana dovrebbe essere contaminata e contaminare tutto ciò che tocca, tutto ciò che bagna, tutto ciò che accende o spegne; per me contaminazione è contatto fisico, visivo, visibile o invisibile, ma comunque connesso.

Immagino una illuminazione che interagisca sempre più con la città, con le sue architetture, infrastrutture e non ultimo con l’utente finale, sempre e comunque l’attore principale delle molteplici realtà urbane..”.

Risponde: arch. Andrea Miscoli (MAMA Design Lighting Architecture):

“..Progettare l’illuminazione di una città significa assumersi una grande responsabilità nei confronti dell’essere umano e della sua storia. La tematica dovrebbe essere proprio questa, cioè ripartire dall’uomo e dal suo rapporto con la natura, con il paesaggio e con l’ architettura.

In un momento in cui per comunicare si ricoprono di LEDwall interi edifici e per illuminare si colorano e si “sovrailluminano” monumenti e palazzi per apparire di più, io suggerisco di depurarci da questo “inquinamento” e ripartire dalla conoscenza più profonda dell’uomo, delle sua storia, della sua cultura e delle sua abitudini.

Affrontare questa tematica, ossia la progettazione finalizzata alla ricerca di una identità culturale e sociale, è quanto io propongo come inversione alla tendenza attuale di standardizzare e globalizzare il modo di progettare, a discapito dell’ identità urbana e delle emozioni”.

(arch. Sara Berta, progettista – Roma)

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