La formazione in ambito professionale

La didattica per l’illuminazione nella nautica

 

Laboratorio di design 3 A.A. 2016/17. Laurea di Design Navale e Nautico, Università degli studi di Genova e Politecnico di Milano, sede di La Spezia. Docente prof. Massimo Musio-Sale e Mario Ivan Zignago. Progetto Moustache (Corral – Macchia – Baraldo – Mustacchio)

Nell’ambito dei numerosi master in Yacht Design e dei corsi di laurea in Design Navale e Nautico degli Atenei italiani gli insegnamenti riguardanti l’illuminazione a bordo sono prevalentemente di tipo funzionale e non riferiti al progetto di Interior mentre si approfondiscono le tematiche legate agli impianti ed alla sicurezza.

Università di Genova

Corso di Laurea in Design Navale e Nautico

A proposito di illuminazione in ambito nautico, interessanti indicazioni ci vengono dai docenti dell’Università di Genova e dall’ISAD di Milano. Il prof. arch. Massimo Musio-Sale del Corso di Laurea in Design Navale e Nautico dell’Università di Genova ci parla infatti della didattica riguardo la luce a bordo all’interno dei corsi:

” Buone pratiche vengono raccomandate ai nostri studenti in corso di formazione accademica. Per quanto attiene l’illuminotecnica di bordo legata alla navigazione, essa è fortemente condizionata dalle normative specifiche emanate dagli organi di classifica e dalle capitanerie di Porto. Apportare innovazione in questo settore è assai complesso per i processi di omologazione che qualunque nuovo apparecchio deve superare.

Per quanto invece attiene l’Interior Design, fermo restando l’alimentazione preferibilmente a bassa tensione, restano di grande interesse i temi del basso consumo e della resistenza degli apparecchi agli agenti corrosivi connessi con l’ambiente marino.

Solitamente le sorgenti luminose sono schermate dietro ai pannelli e la luce indiretta viene emessa attraverso gole ricavate nelle paratìe o nei cielini. Molto apprezzata è l’illuminazione continua incassata alla base dei mobili per sottolineare le geometrie degli ambienti e per costituire una piacevole illuminazione soffusa segnapassi.

I pochi apparecchi di illuminazione decorativi che sono presenti ricalcano spesso gli stilemi correnti dell’Interior Design domestico, quando, non di rado, sono apparecchi di design riconoscibili, trasformati nell’alimentazione per adattarsi alle esigenze di bordo e saldamente fissati ai piani di appoggio per garantirne la sicurezza durante la navigazione con mare formato (ovvero quella condizione di mare, ancora non grosso, che renderebbe però poco confortevole la navigazione ad una accettabile velocità di crociera per un trasferimento di qualche miglio). Va da sé che sono banditi tutti i tipi di apparecchi pendenti da soffitto perché non compatibili con un ambiente instabile e con un’altezza interna sempre ridotta.”

Progetto Mirage (Consolo – Suviano – Canto Mallus)

Milano

Master in Yacht Design ISAD – Istituto Superiore di Architettura e Design

Da Milano, invece il prof. Sergio Abrami YD, progettista nautico docente e coordinatore del Master in yacht design dell’ISAD – Istituto Superiore di Architettura e Design, ci parla del significato dell’illuminazione a bordo:

“Nel corso dell’ ISAD che coordino e che ha una durata annuale, sono dedicate alcune essenziali lezioni all’impiantistica di bordo tra cui chiaramente l’elettricità per servizi e l’illuminazione: quindi bilancio energetico, dimensionamento generatori e batterie etc…

Storicamente parlando di luce, l’illuminazione, soprattutto a bordo di yacht a vela, è vista essenzialmente come elemento legato alla sicurezza. Safety first è il “core” della corretta progettazione e questo si ripercuote ovviamente anche sull’aspetto luci di bordo, spesso sdoppiate come colore, e questa specifica caratteristica le distingue dall’illuminazione delle abitazioni.

L’avvento delle luci a LED ha semplificato gli impianti e ridotto i consumi, fino a pochi decenni fa il vero problema di queste applicazioni, che portava ad utilizzare a bordo – nelle aree di servizio – i lineari fluorescenti dalla sgradevole luce lattiginosa ma a basso consumo rispetto alle sorgenti ad incandescenza utilizzate per plafoniere e faretti. È tipica comunque la doppia illuminazione: bianca in porto o in rada, rossa in navigazione.

Troviamo questa soluzione sotto il boma in pozzetto, sul tavolo da carteggio; la troviamo nei marcapasso tra i gradini di discesa sottocoperta – vedi le immagini in queste pagine – ed è ovviamente presente negli “scuretti”, i sottosquadro di raccordo tra pagliolo e mobili, arredi di bordo. Si tratta di luci che non abbagliano e permettono di muoversi in sicurezza a bordo.

Milano. Master in Yacht Design ISAD – Istituto Superiore di Architettura e Design. Studio dei marcapasso ( studente: Udo Zernecke Lopez; docente: arch. Sergio Abrami YD)

Meno diffuso l’uso nelle cabine dove vengono preferite plafoniere e faretti a cielino, e lampade da lettura a testata del letto a luce bianca. La luce rossa non infastidisce, non abbaglia e permette quindi di uscire in coperta senza avere problemi di adattamento al buio.

Diversa è invece la situazione nel comparto motore dove maggiori spazi, maggior disponibilità di elettricità a bordo e una diversa cultura nautica portano ad avvicinare il concetto di illuminazione a quella domestica.

Milano. Master in Yacht Design ISAD – Istituto Superiore di Architettura e Design. Rendering finale dell’imbarcazione ( studente: Udo Zernecke Lopez; docente: arch. Sergio Abrami YD)

La luce sui motoryacht la troviamo, special modo in porto, quando quindi c’è la possibilità di connettersi alla rete di terra, anche per evidenziare il nome della imbarcazione, illuminare l’acqua circostante la barca per esaltarne lo scafo, e dunque anche per realizzare effetti puramente decorativi e scenografici”.

(a cura di arch. Sara Berta – Borzelli & Berta Architetti, Roma)

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