Julian Charrière e “Il potere della luce”

 

Julian Charrière – “Future Fossil Spaces” (2017) – Venezia, Biennale Viva Arte Viva (2017), (Image: © Julian Charrière)

Julian Charrière è un artista svizzero formatosi nella cerchia di Olafur Eliasson e che si è proposto da subito sulla scena dell’arte contemporanea con profonde e provocatorie riflessioni sul rapporto critico e conflittuale esistente fra mondo della tecnologia e mondo naturale.

Nelle sue letture artistiche, sia che queste siano installazioni, come sculture o video, Charrière analizza sempre il risultato della contaminazione materica e le mutazioni formali che il mondo naturale propone nei suoi paesaggi, là dove l’uomo ha portato la sua azione.

Così l’artista, dopo essere stato presente all’ultima edizione della Biennale internazionale d’Arte di Venezia, negli spazi dell’Arsenale nel Padiglione Terra, con una versione dell’opera “Future fossil spaces”  – centinaia di blocchi realizzati con mattoni di sale prelevati dallo sterminato Salar de Uyuni in Bolivia, il più grande giacimento preistorico non ancora utilizzato di litio, elemento base per la costruzione delle batterie, e prossimo alla scomparsa in questa era digitale – ha proposto in occasione dell’edizione 2018 di Art Basel a Hong Kong, presso La Prairie Pavillon e in collaborazione con l’omonimo brand svizzero di prodotti di alta gamma per la cosmesi e il make up, l’installazione “The Power of Light”.

Julian Charrière – “The Power of Light” (“Light upon an Imaginary Space”), video, 2018 (courtesy: La Prairie) (courtesy: Julian Charrière)

“The Power of Light” è il risultato della lettura e del disvelamento che la luce artificiale compie nello scenario notturno immoto dei paesaggi dei poli terrestri ghiacciati, apparizioni rese possibili dalla presenza di due droni, il primo equipaggiato con un proiettore, e l’altro con una macchina fotografica.

Julian Charrière – “The Power of Light” (“Light upon an Imaginary Space”), video, 2018 (courtesy: La Prairie) (courtesy: Julian Charrière)
Julian Charrière – “The Power of Light” (“Light upon an Imaginary Space”), video, 2018 (courtesy: La Prairie) (courtesy: Julian Charrière)

La camera si muove dentro e fuori dal campo della sorgente luminosa, che rende possibile questa rappresentazione nella quale il paesaggio di ghiaccio è a un tempo attore e scenario. Il significato di questo lavoro è quello che solo la luce permette lo svelamento e la realtà del paesaggio, rendendo manifesto quanto è nascosto e mutando per sempre quanto risiede nelle tenebre.

“Light upon an Imaginary Space”,  si è sviluppato quindi utilizzando lo strumento del video, che Charrière ha realizzato durante diverse spedizioni ai poli e nei paesaggi ghiacciati nel mondo, inclusi i paesaggi dei ghiacciai delle Alpi svizzere.

(Massimo Maria Villa)

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