Interazione. Studio Azzurro: Ambienti sensibili e Habitat sensoriali

 

Studio Azzurro- “Il Nuotatore” (va troppo spesso a Heidelberg),1984, Venezia, Palazzo Fortuny (courtesy photo: Galleria Verrengia)
Studio Azzurro- “Il Nuotatore” (va troppo spesso a Heidelberg),1984, Venezia, Palazzo Fortuny (courtesy photo: Galleria Verrengia)

Uno spazio che propone una serie di casi esemplari della relazione fra luce e design, declinati ogni volta da una parola guida.

Parola guida: INTERAZIONE

Introducendo una conferenza di Paolo Rosa a Rimini nel 2013, pochi mesi prima della sua scomparsa, chi scrive ebbe modo di sottolineare come uno dei tratti più significativi del lavoro di Studio Azzurro nel campo della comunicazione fosse l’uso mimetico della tecnologia a favore della relazione con lo spettatore.

L’incontro era organizzato dai Corsi di Laurea in Design di San Marino, dove Rosa insegnava, e aveva lo scopo di capire se le nuove tecnologie di produzione del visuale avessero cambiato anche il modo di raccontare e di narrare. In una delle sue famose invettive contro il cinema – ricordavo in quell’occasione – Carmelo Bene sottolineava come quest’arte non fosse mai riuscita a “smarginare”, a uscire dal profilo dello schermo: il cinema è un artificio che sagoma la luce.

Nelle proprie opere, invece, Studio Azzurro ha consapevolmente e programmaticamente “smarginato”, dando forma a progetti comunicativi in cui la relazione tra spettatore e immagine è andata costantemente sollecitando domande e interrogativi.

Milano, la città che li ha “allevati” artisticamente, ha recentemente dedicato al loro lavoro una mostra a Palazzo Reale dal titolo “Studio Azzurro, immagini sensibili”, ricostruendo molti progetti di installazioni, video-ambienti e ambienti sensibili; un’importante occasione per riflettere sul contributo di questi artisti-designer della comunicazione multimediale al campo delle arti visive e del design d’interazione.

A partire dall’installazione storica Il nuotatore, realizzata a Palazzo Fortuny a Venezia nel 1984, il rapporto tra lo spettatore, l’immagine e lo spazio è giocato in scala con il reale: una fila di monitor catodici accostati trasmettono il video di un nuotatore filmato all’interno di una piscina.

(courtesy: Studio Azzurro)
(courtesy: Studio Azzurro)

L’effetto è iperrealistico perché il nuotatore, andando su e giù lungo la vasca, attraversa i monitor facendo virtualmente sciabordare l’acqua contro i vetri. Il video è realizzato posizionando una sequenza di 12 telecamere allineate a pelo d’acqua.

Non è secondario, nella costruzione di questo spazio virtuale, lo studio della luce, il posizionamento delle videocamere, la loro sincronizzazione nella registrazione: ma tutto l’elaborato sforzo tecnico (basato in gran parte su soluzioni “artigianali”) rimane celato, in secondo piano rispetto allo stupore generato dalla fisicità dell’esperienza visiva.

 Studio Azzurro- “Il Nuotatore”- progetto dell’installazione (courtesy: Studio Azzurro)
Studio Azzurro- “Il Nuotatore”- progetto dell’installazione (courtesy: Studio Azzurro)

In quasi quarant’anni di attività, oltre alle videoinstallazioni, Studio Azzurro ha realizzato opere teatrali, filmiche e progetti per musei in cui l’evoluzione delle tecnologie è stata continuamente metabolizzata e messa a servizio della magia della relazione tra immagine, spettatore e ambiente.

Fondato da Fabio Cirifino, Paolo Rosa e Leonardo Sangiorgi, Studio Azzurro (“bottega d’arte contemporanea”) nasce nel clima delle esperienze della comunicazione militante della Milano di fine anni Settanta e porta nelle sue opere la matrice di quel momento singolare della vita culturale italiana, in cui il corpo e la sua rappresentazione scenica assumevano una forte centralità.

Nei dispositivi interattivi e visuali di Studio Azzurro, lo spettatore – coinvolto fisicamente nella messa in scena – è chiamato a partecipare e a scegliere, in una sorta di opera aperta, tra diverse possibilità di racconto.

Lo testimoniano i lavori sugli ambienti museali, nati dalla consapevolezza della crisi dell’impostazione didattico-espositiva dei musei tematici superati, in spettacolarità e possibilità di interazione, dalla pervasività della comunicazione nella realtà quotidiana. Nascono così i cosiddetti “musei di narrazione”, habitat sensoriali efficaci soprattutto nelle situazioni in cui la memoria da trasmettere è di tipo immateriale ed è necessario portare le testimonianze delle persone piuttosto che quelle degli oggetti e dei reperti.

Il Museo della Resistenza di Fosdinovo in Lunigiana, realizzato nel 2000, è in questo senso esemplare per la coinvolgente semplicità della messa in scena. La trasmissione della memoria è affidata ai grandi volti dei testimoni proiettati sulle pareti: volti che rimangono muti e immobili fino a quando i visitatori, passando la mano sopra i documenti proiettati sulla superficie di un lungo tavolo, non ne evocano il racconto animandone la testimonianza audiovisiva tramite un sensore all’infrarosso.

 Il Museo della Resistenza di Fosdinovo in Lunigiana (courtesy: Studio Azzurro)
Il Museo della Resistenza di Fosdinovo in Lunigiana (courtesy: Studio Azzurro)

La voce del narratore è anch’essa “proiettata”, con un altoparlante direzionale, nel solo campo d’ascolto del visitatore che ha attivato con il suo gesto il meccanismo di proiezione. Certo, per quanto sofisticati, non si tratta di meccanismi perfetti, esiste un’interferenza tra le voci narranti, che si fondono nell’eco di un racconto collettivo, ma la tecnologia, per quanto “sartoriale”, è al servizio dell’immersività e della narrazione.

Questo filone di ricerca – raccontava Paolo Rosa nella sua conferenza riminese – che non era stato considerato nell’ambito dell’arte, per me rappresenta un luogo per portare avanti l’esperienza artistica senza essere vincolato alle liturgie di un’arte contemporanea in cui mi riconosco relativamente poco.”

Se l’arte e la poesia non hanno eredi, dal lavoro registico e progettuale di Paolo Rosa e Studio Azzurro abbiamo ancora molto da imparare.

(Dario Scodeller – critico e storico del design, Venezia)

 

 

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