Il Piano della Luce di Firenze

 

Firenze. Immagine di una via del centro storico illuminata con apparecchi a luce LED (cortesia: Silfi spa)
Firenze. Immagine di una via del centro storico illuminata con apparecchi a luce LED (cortesia: Silfi spa)

Il Piano Comunale di Illuminazione Pubblica (P.C.I.P.) della città di Firenze ha origine dalla redazione da parte di Silfispa di linee guida che potessero mettere a confronto tutti i soggetti interni ed esterni della realtà locale in ambito di illuminazione pubblica: a seguito di tale condivisione, esso è stato strutturato a partire dalle direttive emanate in ambito regionale in merito ai concetti di tutela e valorizzazione degli insediamenti e qualità urbana (L.R.37/2000, 39/2005, PIER 2008), per cui gli impianti di illuminazione esterna sono elementi fondativi di una pianificazione energetica territoriale razionalizzata e preventiva dei fenomeni di inquinamento luminoso.

In tal senso il P.C.I.P., adottato dal Comune di Firenze il 23 ottobre 2009, diventa strumento utile per perseguire gli obiettivi di sicurezza del traffico veicolare e pedonale, razionalizzare e programmare gli interventi di sviluppo, adeguamento o riqualificazione relativi all’illuminazione di una città storica come Firenze, per la quale si è ritenuto necessario dotarsi di una sezione del Piano relativa all’illuminazione artistica: l’approccio percettivo in essa inserito è atto alla valorizzazione del patrimonio artistico della città in visione notturna, come confermato da alcune recenti realizzazioni.

Planimetria del Piano della Luce con le categorie illuminotecniche di progetto (cortesia: Silfi spa)
Planimetria del Piano della Luce con le categorie illuminotecniche di progetto (cortesia: Silfi spa)

Gli obiettivi raggiunti

L’adozione del Piano sta portando i seguenti vantaggi:

a) miglior controllo dello sviluppo e degli adeguamenti del proprio patrimonio impiantistico;
b) controllo e coordinamento della progettazione illuminotecnica da parte dei professionisti esterni incaricati dall’Amministrazione;
c) mantenimento degli alti livelli di efficienza luminosa e livelli di illuminamento adeguati alla sicurezza della città;
d) progressivo adeguamento ai nuovi standard tecnologici finalizzati all’ottimizzazione del risparmio energetico;
e) valorizzazione dell’immagine e del decoro della città nel suo ruolo di rappresentatività culturale ed artistica nel mondo.

Il perseguimento ed il conseguimento degli obiettivi energetici stimati nel Piano Comunale di Illuminazione Pubblica va purtroppo raffrontato alla limitata disponibilità di risorse a cui le amministrazioni pubbliche devono far fronte in un periodo di congiuntura economica negativa, a fronte di un parco impiantistico comunale che cresce con il ritmo del 2% all’anno grazie a nuove zone illuminate, potenziamento di impianti obsoleti, maggiore sensibilità verso le necessità percettive nelle aree ciclopedonali.

Anni 2000-2011: raffronto del parco impiantistico comunale di Firenze (cortesia: Silfi spa)
Anni 2000-2011: raffronto del parco impiantistico comunale di Firenze (cortesia: Silfi spa)

Il raffronto della rete dal 2000 al 2011 mostra quanto sia difficoltoso riuscire a ridurre i consumi in termini assoluti: i numeri sono rappresentativi però del fatto che la ricerca di soluzioni di sempre maggiore efficienza è un obiettivo sensibile e conseguibile da parte di Silfi spa come Ente Gestione dal 1985.

Riducendo il confronto in termini relativi agli ultimi tre anni, si osserverà come gli interventi di manutenzione straordinaria e messa a norma degli impianti hanno inciso su circa 2000 punti luce, mantenendo comunque gli obiettivi generai di contenimento dei consumi energetici anche a fronte dell’incremento del parco impiantistico generale (Tab.I,II)

Tab.I
Tab.I
Tab.II - Raffronto interventi di manutenzione straordinaria realizzati nel triennio 2009-2011 (cortesia: Silfi spa)
Tab.II – Raffronto interventi di manutenzione straordinaria realizzati nel triennio 2009-2011 (cortesia: Silfi spa)

Il Piano della Luce: il futuro

Il Comune di Firenze ha condiviso la necessità di un aggiornamento del Piano Comunale di Illuminazione Pubblica per attualizzarlo alla norma UNI11248-2012 ed agli sviluppi sull’uso della tecnologia LED. Silfi spa da tre anni a questa parte ha analizzato la continua evoluzione tecnologica dei sistemi LED in termini di rendimenti effettivi dei corpi illuminanti, avviando la sperimentazione di alcune installazioni “test” utili a raccogliere dati reali di efficienza globale dei sistemi e riscontro percettivo della luce allo stato solido.

Firenze, Piazza della Signoria. L'illuminazione della Loggia dei Lanzi (cortesia Silfi spa)
Firenze, Piazza della Signoria. L’illuminazione della Loggia dei Lanzi (cortesia: Silfi spa)

Tale scelta ha evitato di cedere agli allettanti dati di risparmio energetico dichiarati dai produttori e dovuti alla riduzione di potenze elettriche installate, salvaguardandosi dai rischi sulla continuità del Servizio, sia di tipo costruttivo (spegnimenti e guasti) che di tipo prestazionale (riduzione dei livelli di illuminamento, limitata uniformità, abbagliamenti). Fatto salvo che oggi esistono già validi ed affidabili prodotti a LED per illuminazione pubblica, Silfispa sta cercando di andare oltre alla semplice installazione, approfondendo e predisponendo alcune soluzioni tecnologiche scaturite dalle considerazioni effettuate in questi ultimi tre anni, che hanno portato alla definizione di alcuni aspetti di carattere gestionale e manutentivo particolarmente importanti.

Il ruolo del gestore degli impianti

Il gestore degli impianti di illuminazione pubblica deve far fronte ad un equilibrio sottile basato da una parte sulle ridotte risorse per gli investimenti del settore, dall’altra su una attività di esercizio e conduzione degli impianti che deve tendere ad obiettivi di massima efficienza per sostenersi rispetto a tale tendenza: la pubblica illuminazione è un servizio che va sempre e costantemente garantito soprattutto perché fa riferimento alla sicurezza ed incolumità degli utenti.

Se si analizzano i dati medi di durata di vita di un impianto si scopre che ci si attesta intorno ai 25/30 anni (dati territorio di Firenze): un punto luce acceso significa gestione del sistema meccanico, di quello elettrico e illuminotecnico, che non possono essere garantiti se non verso la ricerca della miglior qualità tecnica e di durata degli apparati. Il rischio di tagli eccessivi sui costi di installazione dei nuovi materiali può tradursi in una maggiorazione dei costi di manutenzione straordinaria ed una diminuzione della durata di vita dell’impianto, annullando ogni possibile “payback” e rendendo necessari successivi interventi per il ripristino del servizio, con ricadute onerose per Amministrazione, Gestore e utenti finali.

Oggi ci avviamo verso un aumento della complessità attuale della rete di illuminazione pubblica e della sua integrazione con i sistemi di infomobilità (Smart city): la gestione di apparati complessi e con notevole presenza di componentistica elettronica necessita di profonde riflessioni sulla affidabilità dei sistemi, sull’elevamento formativo e specialistico del personale addetto, su nuove metodologie di gestione della rete integrata, che dipendono dalla fusione di diverse competenze specialistiche.

Chi possiede, come Silfispa, un background che unisce esperienza ultraventennale e competenze trasversali può diventare partner principale delle Amministrazioni che puntano all’integrazione tecnologica come occasione di sviluppo sostenibile delle città del futuro.

(arch. Claudio Vallario – Silfi spa Società Illuminazione Firenze)

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