Human Centric Lighting: per progettare l’esperienza della visione

 

Milano. Gallerie d’Italia. Una delle sale del Museo (courtesy photo: Helvar)

Human Centric Lighting significa saper progettare soluzioni che possono essere personalizzate attorno a specifiche esigenze, permettendo all’utilizzatore o al fruitore di ottenere il giusto feeling dalla luce e garantire a un tempo semplicità di utilizzo, anche con le tecnologie più avanzate

Negli ultimi anni si è sviluppato sempre di più in ambito progettuale un approccio focalizzato sul benessere dell’individuo, ponendo in primo piano il potere naturale della luce, facendo in modo che tutte le tecnologie integrate nelle loro diverse funzioni comunichino tra loro per poter utilizzare soluzioni di controllo dell’illuminazione flessibili e scalabili.

Nella gestione e valorizzazione dei beni artistici

Quando l’ambito di applicazione è quello della conservazione e fruizione dei manufatti artistici e degli edifici che contengono tali opere, che ruolo assume il controllo della luce? Fondamentale e sempre più integrato con gli altri sistemi presenti nell’edificio – sia esso un museo, una chiesa, una galleria di arte contemporanea o anche uno scavo archeologico – il controllo della luce in questi contesti presenta un duplice obiettivo: raggiungere il miglior environment conservativo, in termini di colore e temperatura della luce, di balancing tra luce naturale (se presente) e luce artificiale, oltre che di temperatura dell’ambiente e sicurezza, e rendere l’esperienza del visitatore la migliore possibile in termini di comfort visivo nella fruizione delle opere.

Il controllo intelligente del colore

Già da qualche anno Helvar ha sviluppato tecnologie che consentono di effettuare un ‘controllo intelligente’ del colore della luce – sia nella gamma RGB che nelle diverse tonalità del bianco – e modificare la quantità di luce presente in un ambiente e la tipologia di luce fornita.

Il benessere emozionale ed il comfort del visitatore devono andare di pari passo con il ‘benessere’ delle opere ed il primo obiettivo in questo senso è stato quello di proporre al mercato soluzioni compatibili con quelle operanti con protocollo DALI.

I tecnici della multinazionale finlandese hanno sviluppato driver per la dimmerazione e la modulazione del bianco in grado di rispondere a comandi Type8 : attraverso i comandi DALI Type 8 è possibile definire il colore della luce in un apparecchio di illuminazione e inviare segnali a numerose sorgenti luminose di differente colore in un unico apparecchio, utilizzando soltanto un indirizzo comune e consentendo di aggiungere più apparecchi per il router e la sottorete DALI.

Per soluzioni IoT e oltre…

L’integrazione raggiunta tra differenti sistemi e protocolli è inoltre in questa fase sempre più orientata verso soluzioni Internet of Things, basate su tecnologia cloud e sul concetto di poter utilizzare ogni ambiente nella maniera più semplice e ‘domotica’ possibile, per migliorare la qualità della vita dell’individuo: prodotti e sistemi per il controllo dell’illuminazione stand alone , personalizzabili via mobile, senza o con una minima configurazione in loco, e possibilità che prevedono un auto-apprendimento.

In questa fase Helvar sta tuttavia andando già oltre, integrando l’Internet of Things (IoT) all’Artificial Intelligence (AI), tecnologia ancora poco adottata nel settore del lighting, nonostante stia evidenziando infinite possibilità di utilizzo.

Un segno fondamentale dell’intelligenza artificiale è la capacità di apprendere e l’apprendimento nei sistemi di controllo della luce richiede tre aspetti fondamentali:

1) informazioni da analizzare

2) software intelligenti

3) ‘risposta reattiva’ da parte della tecnologia in uso.

In più il controllo tecnologico è molto più efficiente e soprattutto più economico rispetto al controllo ‘umano’ e in questo l’illuminazione e i sistemi di gestione della luce possono rappresentare proprio la spina dorsale in strutture ed ecosistemi intelligenti.

Con quali modalità? Attraverso i sensori che hanno la capacità di raccogliere i dati e convogliarli tramite tecnologia Bluetooth in piattaforme basate su cloud.

Le tecnologie dell’AI Artificial Intelligence nei musei

AI (Artificial Intelligence) raccoglie e analizza i dati sui modelli di comportamento e le previsioni degli utenti e può essere un supporto fondamentale per i lighting designer e – nel caso specifico dei musei – per i conservatori e manutentori, generando vantaggi e valore significativi sia per l’utente, il fruitore delle opere, che per i manufatti e l’edificio stesso che li contiene.

L’utilizzo di questi dati non aiuta soltanto ad ottimizzare il consumo energetico – che resta comunque uno degli obiettivi principali – ma contribuisce a creare un approccio strettamente connesso alle esigenze dei visitatori e delle opere. È in questo modo che attraverso la tecnologia wireless e Bluetooth, e l’apprendimento o addirittura l’autoapprendimento dei sistemi di controllo della luce, è possibile far dialogare questi ultimi con le abitudini degli utenti all’interno dei musei o spazi espositivi, per regolare la luce, ma insieme anche per gestire il microclima delle sale e adattare gli standard di sicurezza all’affluenza dei visitatori.

I musei sono veri e propri ecosistemi popolati da persone e da opere che, al pari degli esseri umani, “respirano” e devono vivere in un ambiente che preservi quelle caratteristiche che le rendono uniche e preziose.

In futuro: soluzioni cablate o wireless?

Un’altra domanda che dobbiamo porci è se lo sviluppo di soluzioni di illuminazione intelligente sarà basata sulla comunicazione cablata o wireless. Va da sé che le ricerche si stanno orientando sempre di più verso il secondo tipo di soluzioni, anche se non si può ancora prescindere dal protocollo DALI che è il presupposto per progettare sistemi scalabili, flessibili e integrati.

L’illuminazione intelligente con i dispositivi in rete costituirà prossimamente una parte fondamentale delle cosiddette soluzioni di connettività ibride, cioè controllate da IP e cablate o su soluzioni basate sulla tecnologia senza fili Bluetooth® a rete a bassa energia.

Per quanto riguarda i musei e il tessuto museale italiano che annovera tantissime realtà storiche dove è in essere un impianto già esistente, queste soluzioni ibride rappresentano senz’altro il migliore compromesso, con il vantaggio di poter adeguare i vecchi sistemi alle nuove tecnologie e far diventare il museo un organismo domotico in cui la luce ha giocato e giocherà sempre di più un ruolo fondamentale, nel quale i visitatori – attraverso i sistemi di controllo dell’illuminazione – potranno essere l’ago della bilancia per adattare gli spazi espositivi alle loro esigenze, senza danneggiare o compromettere la conservazione, a volte delicata, delle opere.

(Fabio Marcomin, Sales manager Lighting Control Systems – Helvar)

 

ROMA. FORI IMPERIALI

Helvar ha curato il sistema di controllo e gestione della luce, interpretando il progetto illuminotecnico e le scenografie luminose ideate dal lighting design di Vittorio e Francesca Storaro: un intervento d’illuminazione artistica permanente per raccontare attraverso la luce la storia dei Fori e degli Imperatori, realizzato attraverso una dimmerazione specifica su ogni apparecchio e area per area.

Roma. Fori Imperiali

Apparecchi di illuminazione: ERCO

ASSISI. BASILICA SUPERIORE

Il sistema di controllo dell’illuminazione sostituisce la luce solare ed è stato progettato per entrare in funzione solo in modalità notturna. Grazie al sistema di gestione della luce curato da Helvar sono stati creati numerosi scenari per differenti esigenze e funzioni, consentendo di abbattere notevolmente i consumi in presenza di luce naturale, per un risparmio energetico stimato del 75% annuo.

Assisi. Basilica Superiore di San Francesco (courtesy photo: Helvar)
Assisi. Basilica Superiore di San Francesco (courtesy photo: Helvar)

Progetto del sistema illuminotecnico: ing. Marco Frascarolo (FABERtechnica, Roma)

Apparecchi a luce LED: Osram

Sviluppo e lighting product design dei lampadari: ILM Lighting

TRENTO. MUSEO DELLE SCIENZE – MUSE

La gestione del controllo della luce in questo museo non è stata solo requisito importante per il mantenimento degli stringenti criteri di sostenibilità ma anche elemento integrante di un concept architettonico più ampio, nel quale i sistemi Helvar sono pienamente interoperabili e si integrano perfettamente con altri sistemi automatizzati presenti nella struttura.

Trento. Museo delle Scienze – MUSE

Progetto illuminotecnico: Piero Castiglioni

Apparecchi di illuminazione: iGuzzini

MILANO. GALLERIE D’ITALIA

Il progetto illuminotecnico realizzato a cura dell’arch. Adriano Caputo (Studio Illumina, Roma) è stato molto accurato e per ogni opera è stato studiato il tipo di fascio luminoso da utilizzare e la quantità di luce necessaria. In tal senso è risultato fondamentale l’apporto fornito dal sistema di gestione della luce implementato da Helvar che permette non solo una regolazione fine dei carichi, ma anche la possibilità di controllare ogni singolo apparecchio.

Milano. Gallerie d’Italia

Apparecchi di illuminazione: ERCO

FIRENZE. MUSEO DELL’OPERA DEL DUOMO

La luce, evitando qualsiasi riferimento all’illuminazione naturale, è stata progettata per avere un forte impatto emotivo sui visitatori e il sistema di controllo dell’illuminazione Helvar è stato personalizzato per la creazione di diversi scenari e per gestire con precisione ogni singolo apparecchio, salvaguardando allo stesso tempo le esigenze conservative delle opere.

Firenze. Museo dell’Opera del Duomo

Lighting design: arch. Massimo Iarussi.

Apparecchi di illuminazione: ERCO

 

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