Gli scenari della luce urbana: i costruttori, le multiutilities

 

Illuminazione pubblica e urbana a Selargius (cortesia: Cree Europe)

L’illuminazione pubblica in Italia si trova di fronte ad una concreta possibilità di svolta, legata all’introduzione delle nuove tecnologie e all’opportunità di rilettura e efficientamento degli impianti, ma deve però rapportare questa potenzialità ad una filiera ancora per certi aspetti “lenta” e non sempre coerente nel recepimento delle proposte.

Una recente indagine del Censis ha evidenziato nel nostro Paese una spesa pubblica più alta rispetto alla media di riferimento degli altri Paesi (la spesa comunale annuale è di circa 1 miliardo di euro, pari a 18,7 euro procapite, il doppio di quella sostenuta dai cittadini tedeschi), e una crescita progressiva negli ultimi anni del consumo di energia annuo procapite (107 kWh, contro i 50 kWh della  della Germania), a fronte di una domanda per la nuova progettazione sostenibile degli impianti di illuminazione pubblica da un lato e dell’adozione di soluzioni di Smart Lighting ancora al di sotto di quanto ci si attenderebbe, pure in un contesto di mercato che sta mostrando tassi molto importanti di crescita.

Punti di Vista. I Costruttori

ALESSANDRO TARGETTI – Sales Director Lighting Cree Europe

Alessandro Targetti, Sales Director – Lighting Cree Europe

Qual è il suo giudizio relativamente allo stato dell’arte dell’illuminazione pubblica nelle nostre città e nei nostri centri urbani?

Gli impianti di pubblica illuminazione stanno cambiando molto rapidamente; l’Italia aveva impianti obsoleti fino a qualche anno fa ma ora è uno dei paesi che in Europa si sta muovendo meglio nell’adozione delle nuove tecnologie soprattutto grazie alla spinta delle cosiddette ESCo e di molteplici attori che generano opportunità attraverso la leva finanziaria.

L’articolazione normativa credo sia molto buona, dalla piattaforma Consip fino al sistema dei project, svariate sono le modalità di intervento per i Comuni e ce ne saranno ancora di più in futuro. In generale dobbiamo migliorare i valori di illuminamento, i livelli di comfort e la copertura delle aree illuminate, oltre naturalmente a modernizzare le nostre infrastrutture per migliorare qualità e sicurezza e ridurre in maniera esponenziale l’impatto ambientale. Sono obiettivi assolutamente perseguibili e già alla portata di tutti.

L’introduzione della tecnologia LED nei contesti urbani è oggi coerente a suo avviso con un approccio di valorizzazione delle nostre città attraverso la luce?

Direi di sì, anche se c’è ancora molto da fare. La rivoluzione tecnologica degli ultimi 8 anni ha stravolto le normali dinamiche di implementazione dei progetti, fattore molto positivo per la crescita di tutto il settore ma la qualità degli impianti può migliorare ancora molto; mi riferisco alle caratteristiche degli apparecchi (abbagliamento, affidabilità, qualità) ma anche alla progettazione che vede ancora una presenza troppo relativa dei progettisti illuminotecnici.

I produttori devono maturare una maggiore consapevolezza della loro enorme responsabilità nella informazione tecnologica perché la ricerca rimane principalmente nelle loro mani.

Se pensa al futuro dell’illuminazione pubblica in Italia che cosa vede?

Nei prossimi anni ci sarà uno sviluppo impressionante della digitalizzazione delle città e dei sistemi di controllo che permettono la regolazione della luce ma più che altro la gestione di infiniti servizi urbani, dai parcheggi ai semafori, alle telecamere per la sicurezza, agli access point.

Ci sarà però anche una crescente attenzione verso la qualità della luce, lo sviluppo di nuove sorgenti e ottiche che miglioreranno il comfort, e la implementazione della luce adattiva ovvero la capacità di adeguarsi alle reali esigenze di una qualsiasi situazione, istantaneamente. È una grande opportunità che tutti gli attori coinvolti devono saper cogliere, produttori, progettisti, system integrator. Un futuro davvero molto molto stimolante.

PATRIZIA DISANO – Amministratore Delegato Disano Illuminazione

Patrizia Disano, Amministratore Delegato Disano Illuminazione

Qual è il suo giudizio relativamente allo stato dell’arte dell’illuminazione pubblica nelle nostre città e nei nostri centri urbani?

Le potenzialità della tecnologia LED sono utilizzate ancora troppo poco. Le grandi città stanno completando il passaggio ai LED, ma nella maggioranza dei piccoli centri sono ancora utilizzate tecnologie obsolete. I vecchi impianti consumano più energia e hanno alti costi di manutenzione, eppure l’aggiornamento tecnologico avviene con lentezza, perché ostacolato dai vincoli di spesa delle amministrazioni comunali e da meccanismi di acquisto troppo complicati.

Un altro elemento negativo sono le gare basate soprattutto sul prezzo più basso, che non favoriscono certo un miglioramento qualitativo degli impianti. Occorre un cambio di passo, con meno vincoli per le amministrazioni e una crescita anche culturale, che faccia comprendere il valore strategico degli investimenti pubblici in un settore così importante.

L’introduzione della tecnologia LED nei contesti urbani è oggi coerente a suo avviso con un approccio di valorizzazione delle nostre città attraverso la luce?

Un utilizzo adeguato dei LED migliora decisamente la qualità dell’illuminazione urbana: per avere un risultato ottimale occorre però tener conto del contesto in cui la luce viene installata. Per fare un esempio nelle periferie dei grandi centri urbani la prima esigenza è la sicurezza. Una nuova illuminazione a LED con la luce bianca, come dimostrano anche diversi studi, aumenta la sicurezza stradale e crea una sensazione di maggiore tranquillità in chi percorre le strade a piedi.

Per i centri storici, invece, l’approccio può essere differente. I LED devono rispettare le architetture storiche e un’immagine serale della città, parte integrante del paesaggio urbano. Una nuova illuminazione è un fattore fondamentale per la valorizzazione delle nostre città.

Se pensa al futuro dell’illuminazione pubblica in Italia che cosa vede?

Certamente il passaggio ai LED garantirà più efficienza e qualità della luce, ma la tecnologia LED può dare molto di più: un’illuminazione sostenibile e “intelligente” è il primo passo verso la Smart City, una città in grado di dialogare con i propri abitanti e utilizzare informazioni per migliorare la qualità della vita.

La rete dell’illuminazione pubblica del futuro potrà raccogliere e trasmettere informazioni sull’impianto luci e su molti altri aspetti dell’ambiente urbano, come mobilità, sicurezza, qualità dell’aria. È questo il futuro che mi piacerebbe vedere e che siamo impegnati a costruire anche noi produttori, puntando su innovazione e qualità.

ALDO BIGATTI – Direttore Marketing e Vendite Int. – Business Unit Light GEWISS

Aldo Bigatti, Direttore Marketing e Vendite Int. – Business Unit Light GEWISS

Qual è il suo giudizio relativamente allo stato dell’arte dell’illuminazione pubblica nelle nostre città e nei nostri centri urbani?

La luce delle città deve soddisfare principalmente le esigenze dei cittadini, il cui giudizio è quello che conta. Gewiss ha recentemente commissionato al CENSIS una ricerca proprio sull’illuminazione pubblica (NdR: si veda l’articolo a cura di Francesco Maietta a pagina 28) dalla quale è risultato che gran parte dei cittadini ritiene la luce pubblica attuale insoddisfacente per percezione di sicurezza e qualità della stessa.

‘City Life’, Milano. Illuminazione pubblica del parco urbano (cortesia: Gewiss)

L’introduzione della tecnologia LED nei contesti urbani è oggi coerente a suo avviso con un approccio di valorizzazione delle nostre città attraverso la luce?

L’illuminazione a LED ha certamente offerto una grande opportunità di riduzione dei costi energetici e di gestione dell’illuminazione pubblica, ma sono ancora pochi i casi in cui si è colta tale opportunità per migliorare sostanzialmente la qualità dell’illuminazione delle nostre città, coinvolgendo esperti professionisti della luce, capaci di sfruttare in modo puntuale la nuova tecnologia nei diversi ambiti urbani, assicurando la luce giusta, la riduzione del senso di insicurezza e magari ottimizzare i costi dell’intervento per fornire nuovi servizi (controllo con telecamere, wi-fi, servizi digitali di informazione, etc.).

Se pensa al futuro dell’illuminazione pubblica in Italia che cosa vede?

Dopo i primi massivi interventi di ristrutturazione di alcune città, oggi è sempre più condivisa la necessità di migliorare la sicurezza e la qualità della luce nei nostri centri urbani, ottenibile solo con progetti che tengano conto delle varie aree applicative (aree residenziali, vie commerciali e aree industriali, tangenziali, aree pedonali, parchi e giardini, ambiti storici, etc.), che necessitano di scelte diverse nel progetto di illuminazione.

Vedo allora una crescita dell’impegno ad introdurre le nuove tecnologie nell’illuminazione non solo per ottimizzare ulteriormente l’utilizzo dell’energia (gestione sempre più sofisticata e puntuale), ma, soprattutto, nell’illuminazione pubblica fornendo – oltre a nuovi servizi per cittadini e turisti – anche una raccolta di informazioni utili ai dipartimenti comunali: in sintesi, il sistema di illuminazione pubblica, che per sua natura è diffuso capillarmente in tutte le città, visto come sistema che alimenta un data base (big data) da cui con specifici software ciascun funzionario trae i dati necessari a migliorare la sua attività e la città per cui opera.

PAOLO DI LECCE – Amministratore Delegato Reverberi Enetec

Paolo Di Lecce, Amministratore Delegato Reverberi Enetec

Qual è il suo giudizio relativamente allo stato dell’arte dell’illuminazione pubblica nelle nostre città e nei nostri centri urbani?

La contrazione programmata della dotazione finanziaria, rispetto al capitolo di spesa “illuminazione pubblica”, ha fatto sì che questo servizio collettivo fondamentale venisse, negli ultimi anni, tendenzialmente scorporato dall’ambito cittadino ed ‘esternalizzato’, tramite procedure d’appalto dedicate. Tutto ciò ha permesso l’attivazione di investimenti significativi, orientati all’efficientamento energetico, tramite il rinnovamento degli impianti sia nelle grandi città che, più di recente, nei centri urbani minori.

Attraverso questo processo alle comunità locali è fornita un’occasione senza precedenti di aggiornamento tecnologico e contenimento della spesa corrente, pur senza abdicare alle istanze fondamentali dell’illuminazione pubblica: sicurezza e confort visivo. La velocità con cui questo processo si è realizzato, trascurando la valorizzazione del patrimonio culturale dei nostri centri urbani per privilegiare la rapidità nel rientro dell’investimento, ha tuttavia in alcuni casi evidenziato un appiattimento della proposta.

L’introduzione della tecnologia LED nei contesti urbani è oggi coerente a suo avviso con un approccio di valorizzazione delle nostre città attraverso la luce?

Il processo di sostituzione degli apparecchi a scarica con la nuova tecnologia LED ha subìto una recente accelerazione in contesto urbano. Questo rinnovamento costituisce un’evoluzione per il “servizio luce” cittadino quando, contestualmente all’aggiornamento tecnologico, si realizza una progettazione attenta ai criteri ambientali minimi e al confort visivo ma anche e soprattutto alla gestione a medio e lungo termine dell’infrastruttura e del sistema stesso.

In alcuni ambiti cittadini questo ha costituito un’opportunità concreta per la messa in campo di un sistema evoluto di illuminazione, attraverso l’adozione di hardware e software dedicati allo “Smart Lighting”, con flessibilità di programmazione e possibilità di “tuning” per ciascun punto luce installato. In altri casi ci si è limitati invece alla mera sostituzione degli apparecchi a scarica, lasciando spazi di ulteriore efficienza ancora in larga misura da conquistare.

Se pensa al futuro dell’illuminazione pubblica in Italia che cosa vede?

Le nuove sorgenti LED sono senz’altro in grado di innescare le caratteristiche “smart” di un sistema di illuminazione pubblica, pur senza rappresentare la risposta esaustiva. Per esprimere tutta la flessibilità e potenzialità della tecnologia LED, tutt’ora in evoluzione, si rende necessaria l’integrazione di un efficiente sistema di gestione e di controllo dell’illuminazione pubblica che abbia il coraggio di attraversare la nuova frontiera dell’illuminazione adattiva, integrandola nei nuovi interventi di riqualificazione e sostituzione, secondo la nuova UNI-11248.

In questo modo l’infrastruttura di illuminazione pubblica riuscirà ad evolvere in un sistema più efficiente e sicuro e, contemporaneamente si doterà di una “rete neurale” di periferiche IoT e sensori in grado di fornire servizi al cittadino ma anche di captare informazioni preziose in riferimento all’inquinamento ambientale e alla qualità del vivere urbano.

Roma. Via della Conciliazione

Punti di vista: le multiutilities

GIAN PAOLO ROSCIO – Responsabile tecnico IREN Servizi, Torino

Gian Paolo Roscio, Responsabile tecnico IREN Servizi – Torino

Qual è il suo giudizio relativamente allo stato dell’arte dell’illuminazione pubblica nelle nostre città e nei nostri centri urbani?

Innanzitutto vorrei riportare una definizione sugli impianti di pubblica illuminazione, citata in recenti occasioni, che a mio parere inquadra perfettamente l’importanza e l’attenzione che gli stessi hanno, ovvero “ gli impianti di illuminazione costituiscono un’infrastruttura energivora e vitale”. Negli ultimi tempi, l’attenzione verso questo tema delle pubbliche amministrazioni – che hanno sempre meno risorse economiche – e dei cittadini è cresciuta notevolmente sia perché una corretta illuminazione migliora la percezione di sicurezza, sia perché rende fruibili, in orari notturni, ambiti diversamente inutilizzabili.

L’avvento della tecnologia LED ha dato un notevole impulso al rinnovo e adeguamento degli impianti, e con l’avvio dei progetti di Milano, Torino, Brescia e Roma oltre ad altri centri urbani di più piccola entità l’interesse per l’ammodernamento degli impianti è via via cresciuto, anche se in questa prima fase è soprattutto legato al significativo risparmio economico che la trasformazione LED genera.

Molto resta da fare, soprattutto nei centri medio-piccoli, ma credo che avremo davanti un quinquennio di forti investimenti nel settore. Si dovrà però evitare di incorrere nell’errore di tener conto esclusivamente del risparmio, non ponendo attenzione ad una corretta progettazione, alla messa a norma, alla selezione dei materiali e all’adozione di un adeguato piano di manutenzione.

Nella città dove opera, quali sono stati ad oggi i principali vantaggi apportati dai nuovi impianti di illuminazione a luce LED installati, anche in termini di gestione, e con che tipo di feedback da parte dell’utente cittadino?

Oggi il nostro Gruppo gestisce l’illuminazione pubblica delle città di Torino, Asti, Alba e di alcuni comuni della provincia di Biella. Naturalmente, la più grande trasformazione ha interessato Torino dove nel corso del 2015-16 sono stati sostituiti circa 55.000 apparecchi d’illuminazione sui circa 98.000 presenti in città. Il progetto denominato “Torino LED”, ha interessato tutto il territorio cittadino, ed è stato avviato successivamente al progetto di Milano, in quel momento il più grande intervento di trasformazione a LED.

Nella predisposizione del progetto si erano definiti alcuni capisaldi poi rivelatisi elementi vincenti, ovvero la riprogettazione di tutte le vie, spazi e piazze e la scelta di differenziare le temperature di colore optando per i 4000 k° per le vie di scorrimento e 3000 k° per i controviali, le aree storico ambientali e pedonali.

Nella prima fase dell’installazione come previsto ci siamo trovati di fronte alle osservazioni di cittadini contenti perché non avevano più la luce “indiscreta” in casa e di altri che si lamentavano perché prima la facciata un “po’ era illuminata”.

In corso d’opera i cittadini hanno però preso consapevolezza del progetto e hanno gradito l’intervento e anzi oggi ci chiedono quando installeremo i LED nella aree in cui non lo abbiamo ancora fatto. Un sondaggio on line realizzato dal quotidiano La Stampa ha stimato il gradimento dell’intervento nel 72 % dei cittadini.

Ritiene realistica in Italia l’adozione in tempi brevi di una politica di intervento costruita sulle Smart Cities dove l’illuminazione urbana diventi una delle principali reti portanti?

Credo sia necessario premettere che oggi – a differenza di qualche anno fa – tutti quanti abbiamo preso consapevolezza del “significato” di Smart City, della sua valenza sui tessuti urbani e, dei benefici per i cittadini, a differenza di quanto capitava qualche anno fa quando le Pubbliche Amministrazioni erano inondate di proposte che in alcuni casi erano anche irrealizzabili.

Nella mia esperienza personale, riferita soprattutto alla Città di Torino credo siano stati molto importanti due eventi: un progetto denominato “Smile” con il catalogo delle varie proposte/iniziative per tipologia di ricaduta sul tessuto cittadino, il secondo, “Campidoglio Living Lab” dove la città ha messo a disposizione di quanti volevano proporre innovazioni una porzione di territorio urbano.

Oggi, in una strategia di Smart City gli impianti di illuminazione costituiscono una struttura indispensabile per servizi considerati sempre più imprescindibili, come connettività, telecontrollo, stazioni di ricarica per veicoli elettrici, videosorveglianza, illuminazione dinamica, ecc.

ALESSANDRO BATTISTINI – Direttore generale HERA Luce, Bologna

Alessandro Battistini, Direttore generale HERA Luce – Bologna

Qual è il suo giudizio relativamente allo stato dell’arte dell’illuminazione pubblica nelle nostre città e nei nostri centri urbani?

È difficile formulare un giudizio univoco. Hera Luce opera in diverse Regioni italiane e quello che abbiamo potuto riscontrare è un’estrema diversità fra impianti situati anche all’interno dello stesso territorio o della stessa Provincia. Molto dipende se la manutenzione straordinaria è stata eseguita o meno dal gestore storico o in economia dal Comune, così come dagli investimenti dell’Amministrazione non solo in termini di risparmio energetico ma soprattutto di adeguamento normativo.

Nei Comuni dove storicamente non si è provveduto con interventi continui e sostanziali sull’infrastruttura, la situazione è precaria e mette a rischio la sicurezza delle persone. Altrettanto importante è la preparazione e la volontà di tecnici ed amministratori: alcune realtà sono molto progredite e hanno conoscenze anche approfondite della materia, altre invece risultano poco avvezze anche ai concetti basilari dell’illuminazione.

In generale abbiamo riscontrato che il parco impiantistico italiano risulta obsoleto.

Nella città dove opera, quali sono stati ad oggi i principali vantaggi apportati dai nuovi impianti di illuminazione a luce LED installati, anche in termini di gestione, e con che tipo di feedback da parte dell’utente cittadino?

Il vantaggio di questa tecnologia è legato al minore consumo a parità di prestazioni illuminotecniche. Il costo di gestione (inteso come manutenzione ordinaria e straordinaria nell’ottica di una gestione ventennale) è superiore rispetto alla tecnologia a scarica. I cittadini in genere hanno un atteggiamento positivo.

Le maggiori lamentele derivano dal fatto che con apparecchi con zero emissioni verso l’emisfero superiore, la percezione è quella di maggiore “buio” rispetto ad apparecchi che forniscono lo stesso illuminamento a terra ma che emettono una parte di luce anche in direzioni prossime all’orizzonte.

Ritiene realistica in Italia l’adozione in tempi brevi di una politica di intervento costruita sulle Smart Cities dove l’illuminazione urbana diventi una delle principali reti portanti?

Se per reti si intende rete di comunicazione la risposta è no. Se invece si intende una rete di servizi che consenta di far interagire fra loro i vari sistemi, penso che si stiano aprendo grosse possibilità. Ovviamente occorrono investimenti ingenti, non sostenibili col solo risparmio energetico – che a sua volta deve necessariamente essere messo a disposizione per la riqualificazione dell’impianto di illuminazione pubblica.

(A cura di Massimo M. Villa – Redazione, con i punti di vista di Alessandro Battistini, Aldo Bigatti, Paolo Di Lecce, Patrizia Disano, Gian Paolo Roscio, Alessandro Targetti)

 

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