“DeLightFul”: la luce chiave fra Natura e Design

DELIGHTFUL- Cortometraggio con la regia di Matteo Garrone, promosso da Salone del Mobile.Milano, progetto di Ciarmoli Queda Studio (CQS). Un’ immagine del set; sono visibili “Kushi” (di Kundalini), la lampada a tre braccia sulla sinistra in primo piano, la lampada “Prima Signora” di Fontana Arte, la lampada da tavolo “Je Suis” di Penta e, sulla destra, “Biconica” di Martinelli Luce (photo: Yoshie Nishikawa, Paolo Alberto Gatti)

Con il progetto per la mostra e per il cortometraggio “DeLightFuL” – Design, Light, Future, Living, realizzato per l’edizione 2017 del Salone del Mobile, abbiamo una lettura potente e suggestiva del futuro delle nostre relazioni con spazi domestici dilatati e architetture globali, fra Natura e Design. Abbiamo incontrato gli autori, i designer Simone Ciarmoli e Miguel Queda di Studio CQS ed il regista Matteo Garrone

La realtà contemporanea è in continua evoluzione e anche la dimensione del nostro spazio domestico, un tempo chiuso e definito, si sta trasformando sempre più in un “luogo” aperto e in divenire, dimensione fluida resa via via più immanente dalla nostra contemporanea “convivenza” senza più confini fra interno e esterno tipica dei Social Network.

Una condizione rinnovata del nostro vivere quotidiano può trovare allora rappresentazione anche nei valori iconici propri ai nostri complementi di arredo, i mobili e le lampade, che diventano nella nostra esperienza gli elementi chiave per nuove ritualità da condividere.

I designer Simone Ciarmoli e Miguel Queda, di Studio CQS (courtesy photo: Yoshie Nishikawa, Paolo Alberto Gatti)

DeLightFul”, nel nostro caso acronimo di Design, Light, Future, Living, è a un tempo nel suo significato come vocabolo inglese, “assai attraente”, e quindi l’individuazione di un itinerario capace di mostrare e far provare al potenziale fruitore i nuovi Paesaggi emotivi della modernità è lo stimolante compito affidato ancora una volta ai designer Simone Ciarmoli e Miguel Queda dello Studio CQS e al regista e autore cinematografico Matteo Garrone, che aveva già lavorato insieme a loro per la scorsa edizione del Salone (con “Before Design: Classic”).

 

La mostra. Il concept dell’allestimento e la collaborazione con Garrone

Come si articolano sul piano dell’allestimento gli spazi della mostra e quali le principali ragioni che vi hanno portato ad individuare nel cinema di Garrone il registro espressivo più coerente ai contenuti del progetto?

Simone Ciarmoli e Miguel Queda. “La mostra si sviluppa su 800 m2, con 7 spazi diversi per raccontare il contemporaneo. Una caverna contemporanea accoglie il visitatore, con uno spazio stretto e lungo dai toni profondi del blu e del nero.

DELIGHTFUL, un’immagine del progetto a cura dello Studio CQS della mostra (courtesy photo: Yoshie Nishikawa, Paolo Alberto Gatti)

La sintesi del primitivo del lusso è la sedia, uno dei simboli della mostra, realizzata in collaborazione con l’ arch. Alvaro Siza. Abbiamo pochi oggetti e la luce che agisce come elemento esterno ma complementare all’allestimento.

Poi si entra nello spazio “hall of art, art for all”, uno spazio aperto con volumi che accolgono scenari da scoprire. Le porte sottolineano il senso di un messaggio verso il futuro guardando il contemporaneo.

La luce gioca qui un ruolo fondamentale non solo come Oggetto ma come presenza e percezione. I diversi portali come segno del tempo si susseguono introducendo la zona dining come spazio essenziale e rappresentato con ironia. Poi abbiamo lo spazio della notte, il letto e i momenti dove la luce svela un’intimità tutta umana.

Il medium cinematografico completa gli spazi essenziali: Matteo Garrone rappresenta in assoluto un’estetica molto vicina al nostro modo di percepire le emozioni. La franchezza delle sue immagini e la naturalezza dei suoi contenuti ci hanno sempre sedotto e non potevamo immaginare un altro regista italiano per affrontare il tema del contemporaneo: ha giocato un ruolo importante la sua abilità di descrivere il quotidiano con una visione profonda e vera senza sofisticazione, con uno sguardo poetico che ci sorprende sempre”.

Lo spazio domestico non ha più costrizioni

La dimensione dell’abitare è uno stato d’essere che il concept di questo progetto propone qui sul punto di diventare altro, con lo spazio domestico che diventa naturale, lo spazio chiuso che si fa aperto e in divenire…

Simone Ciarmoli. “Lo spazio domestico non ha più costrizioni. Rappresenta un luogo fondamentale per l’ essere umano che sollecitato dall’incessante presenza della tecnologia ha oggi bisogno di spazi fluidi. E la funzione del Design è decisamente al servizio dell’ essere umano, che plasma lo spazio domestico per soddisfare i propri bisogni primari. Il contemporaneo cede al freddo minimalismo e rassicura, scalda gli spazi senza vincoli”.

Il rapporto fra Natura e Design

Che rapporto hai instaurato nel tuo cinema con le forme dell’architettura? Il mondo del Design e le sue espressioni oggettuali sono per te strutture aperte nelle quali costruire il tuo set o piuttosto chiavi di lettura per arrivare ad altro?

Il regista Matteo Garrone sul set di “DELIGHTFUL” (photo Yoshie Nishikawa, Paolo Alberto Gatti)

Matteo Garrone. “Conoscevo poco il mondo del Design, ma mi è capitata questa opportunità di creare questi racconti anche un po’ visionari legati a questo ambito – con un primo lavoro l’anno scorso più direttamente riferito al mobile (con “Before Design: Classic”), e con il corto di quest’anno riconducibile in modo diretto al Design.

E’ stato per me divertente poter organizzare il mio lavoro secondo scelte di libertà e fantasia e sono stato felice di lavorare a questo progetto. In funzione del racconto abbiamo cercato di fondere lo spazio con i mobili e le lampade che sono stati sempre i protagonisti dei racconti.

Questa volta l’idea di partenza è nata dal voler presentare il rapporto fra la Natura e il Design: volevamo che ci fosse da una parte un contrasto fra questi paesaggi magici e sospesi e l’oggetto di Design con la sua modernità. E il nostro racconto voleva immaginare una sorta di futuro di convivenza nel quale non esiste più una separazione fra il dentro e il fuori ma un rapporto diretto con la Natura. Abbiamo quindi creato delle tipologie di persone in un nucleo familiare tipo e le abbiamo immaginate in un contesto senza la separazione fra interno e esterno”.

Lo spazio abitato, il Tempo e la nostra esperienza attraverso gli Oggetti

L’architettura e il Design sono strumenti per creare spazi inediti di realtà?

Miguel Queda. “Lo spazio lo crea l’essere umano. L’architettura e il design ne sono gli strumenti ma abbiamo bisogno degli esseri umani. La visione di uno spazio inedito esiste quindi per noi nel momento in cui sperimenti nuovi modi di condividere il tuo spazio, che spesso si relaziona con l’età biologica”.

L’idea del cortometraggio che sovrappone insieme differenti linguaggi visivi e vuole proporre contemporaneamente le immagini e i comportamenti delle persone nei ‘luoghi’ globali della dimensione naturale come tiene conto della variabile Tempo?

Matteo Garrone. “Quando penso ad un racconto come questo lo immagino pensando a situazioni che possano valorizzare al meglio l’Oggetto mobile e la lampada. Nella storia del cortometraggio un uomo torna dalla città, prende un treno e torna verso casa e dalla dimensione urbana si ritrova poi a camminare dentro un bosco al tramonto e poi quando arriva e raggiunge la moglie si ritrova in una dimensione notturna. Nella seconda parte si riprende con il giorno e con una nuova apertura. E gli oggetti e le lampade sono sempre i protagonisti di questo passaggio”.

A proposito di Tempo: nel concept di questa mostra c’è l’idea di un Divenire che ci porta come utenti a compiere un viaggio di esperienza e trasformazione della nostra relazione con i valori del Design, dell’Architettura e della luce?

Simone Ciarmoli. “In parte. Anche se più in profondità la mostra vuole essere un’analisi del contemporaneo e il Design ne è il mezzo e non il fine. Troviamo qui pezzi più o meno conosciuti, classici, evergreen ma tutti reinventati con una nuova veste. La mostra vuole essere un’esperienza individuale e ognuno di noi ne coglie le diverse sfumature così come è il contemporaneo. Crediamo che in fondo oggi stiamo vivendo in un’ epoca barocca, nel senso che non esiste una forma, uno stile, ma tanti e diversi: la sfida è leggerli, viverli e superarli senza rimanere intrappolati negli stereotipi”.

DeLightFul: il corto e l’illuminazione del set

L’illuminazione del set è sempre un fattore determinante dell’immagine che arriva a chi guarda i tuoi lavori. Come ti sei mosso questa volta sul piano delle scelte di illuminazione in collaborazione con il tuo DoP nello specifico di questo set e nelle sue diverse location?

Matteo Garrone. “Di solito l’ambiente e i luoghi sono i protagonisti dei miei film e raccontano qualche cosa in più, e si tratta sempre per me di scelte fondamentali. Qui i nostri protagonisti sono i mobili e le lampade e abbiamo cercato in questo senso delle location dove questi complementi d’arredo potessero essere valorizzati e avessero una loro dimensione propria anche se un po’ più astratta.

DELIGHTFUL- Cortometraggio con la regia di Matteo Garrone, promosso da Salone del Mobile.Milano, progetto di Ciarmoli Queda Studio (CQS). (photo Yoshie Nishikawa, Paolo Alberto Gatti)

Altra immagine del set; in alto è visibile la lampada “Hook” di Artemide (photo Yoshie Nishikawa, Paolo Alberto Gatti)
Un’altra immagine dal set; questa volta la lampada da terra è la “Componi200” di Cini & Nils (photo Yoshie Nishikawa, Paolo Alberto Gatti)

Le lampade sono poi diventate parte dell’illuminazione dei set e sono state sicuramente valorizzate dalla parte notturna del racconto.

Abbiamo fatto con il direttore della fotografia Nicolaj Bruel un lavoro che variava a seconda della situazione del set, con scelte per un colore della luce in certi momenti più caldo in altri più freddo, in funzione delle fasi della storia.

In più, in questo racconto eravamo ben consapevoli che la luce era la prima protagonista e abbiamo per questo cercato anche di immaginare dei ‘giochi di luce’ che potessero essere di impatto per il racconto pur mantenendo sempre una certa naturalezza di fondo nelle riprese”.

In conclusione. Una pre-visione sul futuro?

Architettura, Design degli oggetti, Illuminazione: nel concept del progetto quali scenari di realtà sono e saranno a vostro avviso in evidenza nei prossimi anni?

Miguel Queda. “Tutto e Niente. Il tema contemporaneo è la confusione che viviamo e il nostro lavoro è quello di osservare il presente per tradurlo in oggetti e architetture d’ interni. Gli scenari sono multipli e talvolta rischiosi, e certe realtà devi viverle per raccontarle. Non esiste una visione del futuro, piuttosto la capacità di cogliere quello che via via accade per realizzare spazi più vicini alle esigenze che mutano velocemente”.

Sui linguaggi dell’architettura e del design nel cinema secondo Garrone

Per il regista Matteo Garrone “..È sempre molto delicato parlare di architettura e design nel cinema, perché questi contenuti possono rapidamente trasformarsi in uno sguardo estetizzante e invece è molto interessante quando il mondo del design entra in modo naturale nell’immagine cinematografica.

Se penso a quale potrebbe essere un esempio nel cinema italiano nel quale mi ritrovo sicuramente uno dei miei film preferiti è ‘Casanova’ di Federico Fellini dove c’è un grosso lavoro di scenografia e di invenzione in termini di design. In ‘Casanova’, infatti, ci sono in questo senso invenzioni pure ma mai fine a se stesse.

Un’immagine da”Casanova” di Federico Fellini

Se devo pensare invece ad esempi di altri autori, non italiani, mi viene alla mente il lavoro del regista e sceneggiatore finlandese Aki Kaurismäki, che sicuramente può essere portato come esempio o ancora il cinema di David Linch, soprattutto per il suo modo di leggere gli interni delle nostre abitazioni”.

Giorgio De Chirico e i “Mobili nella valle”

Con una ispirazione nata da ragioni opposte al progetto di “DeLightFul”, ne troviamo un precedente illustre nell’arte di Giorgio De Chirico.

Nella serie delle opere dipinte a partire dalla seconda metà degli anni ’20 dello scorso secolo, “Mobili nella Valle”, l’artista proiettava infatti nel suo lavoro la sua ossessione per i continui spostamenti e traslochi familiari e per la mancanza di una casa come punto di riferimento solido e costante.

Giorgio De Chirico – “Mobili nella Valle”, (1927)

Anche in De Chirico tuttavia la visione reale dei mobili fuori dalle case provocava sempre un’impressione di sorpresa e straniamento ed egli vedeva realmente queste immagini come investite di una strana felicità, come l’apparizione di nuove isole felici dove trovare rifugio.

(Massimo Maria Villa)

 

“DeLightFul”. Le aziende e i brand che hanno partecipato

Per le lampade: Artemide, Cini & Nils, Flos, Flou, FontanaArte, Foscarini, Kartell, Kundalini, Luceplan, Martinelli Luce, Oluce, Penta, Slide

Per i mobili e altri complementi di arredo: Alias, Arper, Besana, Brun De Vian, Tiran, C&C Milano, Ceccotti, De Padova, Dedar, Driade, Edra, Extenzo, Fiam, Giorgetti, Glass Italia, Kartell, Lema, Living Divani, Magis, Mdf Italia, Meritalia, Minotti, Molteni&C, Moroso, Poliform, Poltrona Frau, Rimadesio, SchönhuberFranchi, Fusioni D’Arte 3v, Vetrerie Empoli, Zanotta

Al Padiglione 15

Guarda il cortometraggio di Matteo Garrone

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