Contemporary Jewish Museum: per l’efficienza energetica

Contemporary Jewish Museum, San Francisco. Koret-Taube Grand Lobby. Molte delle caratteristiche storiche originali della Lobby, tra cui la facciata, le capriate, i lucernari e la gru, esistono tuttora a fianco della nuova architettura di Daniel Libeskind. L’approccio all’illuminazione sviluppa qui una strategia a più livelli per soddisfare le molte funzioni dello spazio: una introduzione al Museo, un’area dove lo storico incontra il nuovo e uno spazio destinato agli eventi (foto: Bruce Damonte - Courtesy of the Contemporary Jewish Museum, San Francisco)
Contemporary Jewish Museum, San Francisco. Koret-Taube Grand Lobby. Molte delle caratteristiche storiche originali della Lobby, tra cui la facciata, le capriate, i lucernari e la gru, esistono tuttora a fianco della nuova architettura di Daniel Libeskind. L’approccio all’illuminazione sviluppa qui una strategia a più livelli per soddisfare le molte funzioni dello spazio: una introduzione al Museo, un’area dove lo storico incontra il nuovo e uno spazio destinato agli eventi (foto: Bruce Damonte – Courtesy of the Contemporary Jewish Museum, San Francisco)

Il team di progettisti dello Studio Auerbach Glasow French ha collaborato con gli studi di architettura di Daniel Libeskind e con WRNS Studio per realizzare un lighting design d’interni che soddisfi le esclusive e ardue esigenze estetiche e tecniche del Contemporary Jewish Museum di San Francisco

Il nuovo insediamento di quasi seimila metri quadrati per il Contemporary Jewish Museum situato a nel distretto di South of Market/Convention Center a San Francisco, comprende l’adattamento e il riuso della sottostazione elettrica Willis Polk di Jesse Street, un punto di riferimento nella città di San Francisco, risalente al 1907.

Il progetto di illuminazione presentava particolari e ardue esigenze, con le diverse necessità poste dalla conservazione e integrazione di molti elementi della storica sottostazione, con oltre novecento metri quadrati di nuovo spazio espositivo e una geometria dinamica e non tradizionale dei volumi interni delle gallerie e degli spazi pubblici.

Koret-Taube Grand Lobby (foto: Mark Darley - Courtesy of the Contemporary Jewish Museum, San Francisco Koret-Taube Grand Lobby (foto: Mark Darley - Courtesy of the Contemporary Jewish Museum, San Francisco
Koret-Taube Grand Lobby (foto: Mark Darley – Courtesy of the Contemporary Jewish Museum, San Francisco

La Yud Gallery con il suo svettante soffitto a diciotto metri di altezza e trentasei lucernari ha previsto binari sospesi per illuminazione a rispecchiare la forma dell’ambiente, che integrano apparecchi di illuminazione uplight a luce indiretta.

Contemporary Jewish Museum. Stephen and Maribelle Leavitt "Yud" Gallery, articolata su duecento metri quadrati, ha uno svettante soffitto di diciotto metri con trentasei lucernari. Tratti sospesi di profilato estruso in alluminio seguono la forma dello spazio e contengono l’illuminazione a binario incorporata nel lato inferiore del profilo, per illuminare esposizioni ed eventi, e l’illuminazione fluorescente nascosta nella parte superiore per illuminare la parte alta del volume architettonico. Il binario per l’illuminazione a due circuiti è diviso in zone, cosicché l’illuminazione per una presentazione può essere controllata separatamente dall’illuminazione per un’esposizione o per un evento, e l’illuminazione diretta verso l’alto è controllata separatamente da quella diretta verso il basso (foto: Mark Darley - Courtesy of the Contemporary Jewish Museum, San Francisco)
Contemporary Jewish Museum. Stephen and Maribelle Leavitt “Yud” Gallery, articolata su duecento metri quadrati, ha uno svettante soffitto di diciotto metri con trentasei lucernari. Tratti sospesi di profilato estruso in alluminio seguono la forma dello spazio e contengono l’illuminazione a binario incorporata nel lato inferiore del profilo, per illuminare esposizioni ed eventi, e l’illuminazione fluorescente nascosta nella parte superiore per illuminare la parte alta del volume architettonico. Il binario per l’illuminazione a due circuiti è diviso in zone, cosicché l’illuminazione per una presentazione può essere controllata separatamente dall’illuminazione per un’esposizione o per un evento, e l’illuminazione diretta verso l’alto è controllata separatamente da quella diretta verso il basso (foto: Mark Darley – Courtesy of the Contemporary Jewish Museum, San Francisco)

Le storiche capriate della Grand Lobby incorporano livelli differenziati di illuminazione con apparecchi uplight a luce indiretta e downlight per illuminazione diretta, mentre l’illuminazione fluorescente utilizzata per l’imponente PaRDeS Wall può illuminare l’intero ambiente.

La Koshland Gallery conserva le storiche travature reticolari e i lucernari, e presenta nuove pareti inclinate e un alto soffitto: l’illuminazione qui si muove agevolmente tra il vecchio e il nuovo e comprende soluzioni per luce fluorescente diretta verso l’alto con moduli di illuminazione a binario che si adattano alle rispettive forme dell’architettura.

La Koshland Gallery al secondo livello del Museo comprende alcuni elementi della vecchia architettura insieme ad altri della nuova. Parte della galleria conserva le capriate del soffitto e i lucernari della storica sottostazione elettrica, mentre l’altra parte ha una nuova impronta architettonica con pareti inclinate e un alto soffitto. Il sistema di illuminazione della galleria comprende binari sospesi dal soffitto e incassati nell’intradosso inclinato e nelle travi dell’architettura. L’orientamento del binario sottolinea la lunghezza della galleria e consente flessibilità alle esposizioni d’arte dense di oggetti. Ogni lato della galleria è dotato di illuminazione fluorescente uplight montata sopra le capriate o le travi, che mette in evidenza l’altezza dei soffitti della nuova architettura e il soffitto storico del vecchio edificio (foto: Mark Darley - Courtesy of the Contemporary Jewish Museum, San Francisco)
La Koshland Gallery al secondo livello del Museo comprende alcuni elementi della vecchia architettura insieme ad altri della nuova. Parte della galleria conserva le capriate del soffitto e i lucernari della storica sottostazione elettrica, mentre l’altra parte ha una nuova impronta architettonica con pareti inclinate e un alto soffitto. Il sistema di illuminazione della galleria comprende binari sospesi dal soffitto e incassati nell’intradosso inclinato e nelle travi dell’architettura. L’orientamento del binario sottolinea la lunghezza della galleria e consente flessibilità alle esposizioni d’arte dense di oggetti. Ogni lato della galleria è dotato di illuminazione fluorescente uplight montata sopra le capriate o le travi, che mette in evidenza l’altezza dei soffitti della nuova architettura e il soffitto storico del vecchio edificio (foto: Mark Darley – Courtesy of the Contemporary Jewish Museum, San Francisco

Le sorgenti e la gestione dell’illuminazione

Per ottimizzare l’efficienza energetica, si è deciso di utilizzare l’illuminazione fluorescente come prima soluzione per la maggior parte delle aree pubbliche e di lavoro.

L’illuminazione fluorescente è spesso integrata nell’architettura (come nel caso della PaRDeS Wall nella Grand Lobby) o come un’espressione del concept dell’estetica architettonica (come nel caso delle linee di luce che si snodano per tutto il Museo).

Koret-Taube Grand Lobby. PaRDeS Wall. Detail. from Museum Store (foto: Bitter & Bredt - Courtesy of the Contemporary Jewish Museum, San Francisco)
Koret-Taube Grand Lobby. PaRDeS Wall. Detail. from Museum Store (foto: Bitter & Bredt – Courtesy of the Contemporary Jewish Museum, San Francisco)

Nelle gallerie sono utilizzate linee di lampade alogene a tensione di rete e binari elettrificati in bassa tensione. Il binario elettrificato è sospeso nelle aree di grande volume e non è mai posizionato oltre i sei metri di altezza per facilitare l’accesso per le mostre e la manutenzione.

Negli spazi destinati agli eventi, illuminati da lampade alogene a tensione di rete, un sistema di regolazione centralizzato opera un dimming per ottimizzare la durata di vita delle lampade. Durante il funzionamento normale i livelli di illuminazione preimpostati sono automaticamente attivati su base temporale e cambiano nel corso della giornata: preapertura, apertura, pomeriggio, sera, fuori orario e notte.

La Roselyne and Richard Swig/Swig and Dinner Families Gallery al primo piano è uno spazio rettilineo con un soffitto esposto e incompleto. Il sistema di illuminazione comprende tratti paralleli di illuminazione a binario che si collega a una configurazione perimetrale di binario. Il binario perimetrale segue l’andamento della parete della galleria. Grandi finestre da un lato all’altro di una delle estremità della galleria sono accuratamente filtrate per controllare la luce visibile e ultravioletta e consentire esposizioni d’arte (foto: Bitter & Bredt - Courtesy of the Contemporary Jewish Museum, San Francisco)
La Roselyne and Richard Swig/Swig and Dinner Families Gallery al primo piano è uno spazio rettilineo con un soffitto esposto e incompleto. Il sistema di illuminazione comprende tratti paralleli di illuminazione a binario che si collega a una configurazione perimetrale di binario. Il binario perimetrale segue l’andamento della parete della galleria. Grandi finestre da un lato all’altro di una delle estremità della galleria sono accuratamente filtrate per controllare la luce visibile e ultravioletta e consentire esposizioni d’arte (foto: Bitter & Bredt – Courtesy of the Contemporary Jewish Museum, San Francisco)

Il sistema permette comunque il controllo separato per ciascuno spazio mediante attivazione automatica preimpostata o intervento manuale effettuato operando su centraline di richiamo preimpostate.

Ogni spazio dispone di quadro di controllo portatile personalizzato che può essere utilizzato nel corso di un evento per il controllo manuale in tempo reale dell’illuminazione. Lo stesso quadro portatile può essere utilizzato per riprogrammare l’illuminazione.

Koret-Taube Grand Lobby (foto: Bruce Damonte – Courtesy of the Contemporary Jewish Museum, San Francisco)
Koret-Taube Grand Lobby (foto: Bruce Damonte – Courtesy of the Contemporary Jewish Museum, San Francisco)

(Thisha A.Renner-Cruz, Marketing Manager – Studio Auerbach Pollock Friedlander/Auerbach Glasgow French, San Francisco – USA)

 

Progetto di illuminazione per il Contemporary Jewish Museum di San Francisco

Contemporary Jewish Museum, San Francisco. Sezione longitudinale (cortesia: Studio Daniel Libeskind, and WRNS Studio)
Contemporary Jewish Museum, San Francisco. Sezione longitudinale (cortesia: Studio Daniel Libeskind, and WRNS Studio)

Committente: Contemporary Jewish Museum (Proprietario)

General contractor: Plant Construction Company, L.P.

Progettista incaricatoStudio Daniel Libeskind (Progetto architettonico) con WRNS Studio

Progettazione illuminotecnica: Studio Auerbach-Glasow-French, Architectural Lighting Design and Consulting – San Francisco

Fornitori Binari elettrificati: Lighting Services, Inc

Moduli fluorescenti lineari a incasso: Focal Point

Moduli fluorescenti lineari a sospensione per illuminazione indiretta/diretta: Focal Point

Moduli a illuminazione uplight a montaggio su trave: Insight

Moduli di illuminazione uplight incorporati in monobinario (nella Yud Gallery): Belfer

Fluorescente da incasso per la PaRDeS Wall: Bartco

Proiettori CFL e MR16: Prescolite

Proiettore regolabile T4: Kurt Versen

Binario elettrificato in bassa tensione: Bruck

Impianto di illuminazione teatrale: ETC

Luci segnapassi: Bega

Sistema di attenuazione centralizzato: Strand Lighting

Sistema di attenuazione locale per le sale di riunione e per le attività: Lutron

Sistema domotico di accensione/spegnimento intelligente: Watt Stopper (sistema progettato da Silverman & Light)

Durata dei lavori       Inizi 2006 – 2008

Apertura                    8 giugno 2008

     

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