1° sondaggio sulla filiera dell’illuminazione

Come sta la luce in Italia?

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Seconda parte

Crisi edilizia italiana e internazionale. Evoluzione del sistema trainata dal risparmio energetico e dalla diffusione del LED. Delocalizzazione della produzione a basso valore aggiunto, ma anche nuove filiali e succursali, da parte delle aziende più forti e dinamiche, per il commercio estero su estero, con fatturato e affari che puntano molto sugli sbocchi internazionali e sull’export.

Questi sono solo alcuni dei fattori e delle principali variabili che stanno caratterizzando lo scenario e il mercato dell’ illuminazione in Italia, con i quali devono confrontarsi aziende e operatori del settore.

Se nel corso del 2014 il settore ha beneficiato del buon andamento dei mercati esteri, con esportazioni cresciute del 3,5%, per un valore di 1,5 miliardi di euro, pari al 73% del fatturato totale, nei primi mesi del 2015 le aziende italiane produttrici di apparecchi di illuminazione hanno incrementato l’export di un significativo 6%, più o meno in linea con la media europea.

Nel complesso il mercato italiano degli apparecchi di illuminazione “vale” circa ora 2 miliardi di euro, con una leggera prevalenza del comparto Professional rispetto a quello Consumer.

Mercato: una svolta “faticosa” – 2

 Aristide Stucchi, Presidente ASSIL (courtesy photo: ASSIL)
Aristide Stucchi, Presidente ASSIL (courtesy photo: ASSIL)

“La faticosa svolta in atto nel mercato rispetto agli anni precedenti, gli incoraggianti segnali di impulso che sta avendo il comparto del Retail, sono anche frutto della politica di detrazioni fiscali collegata alla ristrutturazione degli immobili» osserva Aristide Stucchi, Presidente Assil «e la nostra associazione da tempo chiede di affermare il concetto che le detrazioni fiscali non siano uno strumento di agevolazione solo a favore di persone fisiche, dei singoli individui, ma vengano estese anche a favore delle persone giuridiche, quindi delle aziende: sarebbe questa una misura importante per favorire e sostenere l’innovazione tecnologica e il rilancio del sistema economico”.

Per quanto riguarda in particolare lo stato di salute del comparto dell’illuminazione pubblica, «…dà riscontri interessanti, e di spazio e opportunità per migliorarlo su ampia scala ce ne sarebbero tantissimi, ma tutto andrebbe affrontato in modo strategico e non estemporaneo, attraverso l’individuazione di un’azione coordinata e strutturata ben definita per rinnovare e aggiornare l’illuminazione pubblica delle nostre città, di scuole, ospedali, uffici pubblici e altre strutture».

Come va il mercato?

Le opinioni dei rappresentanti della filiera dei costruttori

 Stefano Bordone, Presidente ASSOLUCE (courtesy photo: ASSOLUCE)
Stefano Bordone, Presidente ASSOLUCE (courtesy photo: ASSOLUCE)

Per quanto riguarda lo stato del mercato interno, il Presidente di Assoluce, Stefano Bordone, non esita a definirlo «stagnante», per una serie articolata di ragioni.

Bordone ricorda infatti come nel nostro Paese il comparto dell’illuminazione tradizionalmente “…dipenda molto dal mercato dell’edilizia, da tempo fermo”. E aggiunge come “..Se non si muove il mercato immobiliare, residenziale, commerciale, dell’ospitalità, anche il nostro settore è bloccato”.

La previsione è quella di una situazione a suo dire destinata a protrarsi nel tempo, come un’onda lunga, se non ripartono investimenti importanti. E occorrerebbero anche ulteriori incentivi allo sviluppo dell’immobiliare, che traina anche l’illuminazione.

Secondo Bordone poi, oltre al mercato all’ingrosso, dei progetti e dei cantieri, anche quello dei punti vendita «fa fatica, in quanto anche la domanda “retail” non dà slancio». Per cui in una situazione del genere le soddisfazioni e i risultati maggiori arrivano dall’estero. «Guardando allo scenario generale, siamo stati comunque bravi» fa notare il presidente di Assoluce: “perché negli ultimi anni il settore ha perso relativamente poco, nel complesso, rispetto ad altri comparti del manifatturiero e della nostra Industria. Siamo riusciti a limitare i danni rivolgendoci ancora una volta e ancora di più ai mercati internazionali, anche con l’aiuto di un dollaro forte.

I volumi dell’export, in percentuale sul fatturato alla produzione, sono fisiologicamente attorno al 67% del totale, ma dal 67,8% del 2013 siamo passati al 73% del 2014, con un aumento notevole in un anno, un risultato non da poco.

Soprattutto grazie all’internazionalizzazione le nostre imprese hanno sostanzialmente tenuto, a eccezione, purtroppo, e bisogna ricordarlo, del mercato in Russia, a causa delle note sanzioni economiche, i cui effetti sono stati drammatici per le aziende più focalizzate e specializzate su quell’area”.

Le tendenze e gli ostacoli da superare

Quindi, quali tendenze seguire? «Ancora internazionalizzazione, guardare altrove». E quali i principali ostacoli da superare?

 “Noi imprenditori italiani» rimarca Bordone, «anziché poterci concentrare totalmente sulle nostre attività, sullo sviluppo del business, dobbiamo dedicare sempre troppe risorse, tempo, energie, a questioni e problematiche come la pesante burocrazia o la complessità degli obblighi fiscali, che i concorrenti stranieri affrontano in maniera molto più semplice e meno invasiva.

Un esempio pratico, e molto concreto, è rappresentato da una tassa sullo smaltimento dei rifiuti sui prodotti immessi sul mercato: la direttiva comunitaria chiede a ogni Paese dell’Unione Europea di adeguarsi e applicarla entro il 2018. In Italia questa direttiva è stata invece già recepita da tempo, per cui ci ritroviamo a essere l’unico Paese europeo che attualmente già deve sopportare una tassa che in tutta l’Unione sarà obbligatoria solo tra tre anni…

Sulla nostra attività tutto questo non solo ha un impatto economico, ma anche gestionale; i nostri “competitor” lavorano e si muovono in condizioni molto diverse e più favorevoli rispetto alle nostre, mentre questi aspetti molto concreti impattano purtroppo direttamente ogni giorno su quello che facciamo”.

A proposito degli esiti di Expo, secondo Bordone si è trattato di:”una manifestazione sicuramente positiva, che però va integrata e continuata con iniziative di sostegno all’attività delle nostre imprese nel mondo, da realizzare e portare avanti in modo strutturato, sistematico e pianificato”.

Il mercato interno e le nuove opportunità dall’elettronica

Per Aristide Stucchi, Presidente Assil: “…il mercato della Luce, seppure con il peso della crisi e le difficoltà dell’edilizia degli ultimi anni, sente e continuerà a sentire gli effetti dell’enorme cambiamento tecnologico in atto: l’elettronica è entrata di forza nel mondo dell’illuminazione, e questa evoluzione in corso cambia lo scenario e anche il go-to-market.

Con effetti positivi per chi saprà cogliere le opportunità del cambiamento». Sullo scenario generale «…la tecnologia si muove velocemente e altrettanto rapidamente cambia il mercato, e i principali fattori di sviluppo riguardano appunto l’innovazione e l’ammodernamento dei prodotti, il risparmio energetico, ma anche la qualità.

In un mercato sempre più competitivo, lo sviluppo tecnologico deve quindi andare nella direzione dell’efficienza e della convenienza energetica, ma valorizzando sempre anche la qualità e il design che caratterizzano i nostri prodotti e li rendono così apprezzati in tutto il mondo”.

E se i risultati dell’export hanno premiato le strategie a livello internazionale sviluppate negli anni dalle imprese Made in Italy, per raggiungere ulteriori traguardi secondo Stucchi «noi italiani dovremmo riuscire a fare più Sistema, per essere ancora più forti nel mondo”.

Al contrario invece l’imprenditore italiano tende un po’ troppo a giocare da solo, per conto proprio.

“…Non a caso, in Germania, dove sanno “Fare Sistema” i risultati si vedono. Speriamo che la crisi, prima, e la concorrenza serrata, poi, ci convincano a procedere in una direzione più sistemica, organica e strutturata. Quando ci riusciamo ne vediamo i frutti. Il nostro valore aggiunto può venire dalle capacità di flessibilità, “customizzazione” e personalizzazione molto elevate che sono in grado di offrire alla clientela le aziende italiane ed i nostri professionisti del settore”.

Una risorsa importante nella qualità del progetto di illuminazione

E, per quanto riguarda la qualità dei progetti di luce, appare anche nelle opinioni di questi nostri interlocutori la necessità di affermare un ruolo più marcato degli specialisti, e in particolare dei Lighting Designer: perché la qualità finale di un impianto o di un’opera non può essere improvvisata o approssimata.

Sulla valorizzazione della professionalità del progettista, contro l’unica discriminante del prezzo, è in piena sintonia con la posizione dei lighting designer anche il presidente di Assoluce Stefano Bordone: “…il problema è di carattere culturale: in Italia raramente il committente di un progetto, che comprende anche la componente di illuminazione, si rivolge a uno specialista della luce per fare la progettazione illuminotecnica. Il Lighting Designer è una figura ancora sottovalutata.

A livello generale, manca la cultura per valorizzare al meglio le opportunità e le professioni dell’illuminazione. Prendiamo, ad esempio, il nostro sterminato patrimonio culturale, artistico e architettonico» rileva Bordone: “E’ bene illuminato? In maniera adeguata ed efficace?

Le opere e i monumenti principali e più importanti in genere lo sono, ma se si guarda a tutti gli altri, tra cui molti siti e monumenti comunque di sicuro interesse e pregio, il livello dell’illuminazione si abbassa drasticamente. E c’è, ci sarebbe, tantissimo da fare..”.

NUOVA immagine

 

Che cosa dicono i numeri?

Ma, oltre ai dati e ai numeri di bilanci e consuntivi, nella percezione e per l’esperienza diretta degli addetti ai lavori, come sta il mercato della luce in Italia? Quali sono i principali Trend di richiesta che provengono dal mercato? In termini di Product Design dei nuovi apparecchi e sistemi di illuminazione, verso quali dei seguenti aspetti sono rivolte in prevalenza le richieste del mercato e la domanda degli utilizzatori? O, ancora, dal punto di vista di utente, quali caratteristiche dovrebbe avere un progetto di luce e/o un apparecchio/lampada di illuminazione oggi e nel prossimo futuro? E per quanto riguarda il profilo del cliente nei punti vendita e degli showroom? Lo abbiamo chiesto ai professionisti del settore, architetti, Lighting designer, progettisti, distributori, aziende, gestori di punti vendita e showroom, per una sorta di “primo sondaggio sulla Luce” in Italia.

Per tratteggiare, seppure sommariamente ma con indicazioni significative, il loro punto di vista sullo scenario complessivo e il polso del mercato, le tendenze in atto, le prospettive da seguire e gli ambiti su cui sarebbe necessario e urgente intervenire. Per riattaccare la spina. Per dare nuovo impulso ed energia alle difficoltà ancora da affrontare.

E, tra le risposte al “sondaggio”, che ha coinvolto e raccolto la partecipazione di numerosi professionisti ed esperti del settore, emerge, ad esempio, riguardo ai principali Trend di domanda del mercato, che attualmente le richieste dei clienti risultano principalmente rivolte a nuovi impianti a luce LED (per il 39% del totale), seguite dalla soluzione Retrofit a LED di impianti con sorgenti tradizionali (36%).

Staccate (al 13% delle richieste), le soluzioni per la gestione domotica della luce e le soluzioni di Smart metering degli impianti, e (con l‘8% del totale) i nuovi impianti con soluzioni a luce fluorescente di ultima generazione. In coda, la domanda che arriva dal mercato per impianti misti a LED insieme alle soluzioni “tradizionali” per alogenuri e lampade a scarica (4%).

I risultati del nostro sondaggio

Il sondaggio della nostra Inchiesta è stato realizzato su un campione diretto di nominativi, ripartiti in modo omogeneo fra le categorie dei Progettisti di impianti, dei Lighting Designer, degli Architetti, degli studenti di Politecnico e della Facoltà di Architettura e delle aziende costruttrici di apparecchi. Pubblichiamo qui la seconda parte dei dati rilevati.

Sul trend di richiesta del mercato: (la domanda che segue è stata rivolta alle figure dei Distributori, ai Punti Vendita degli Showroom e alle aziende)

Quale tipo di richiesta ricorre con maggiore prevalenza dai suoi clienti in materia di luce?

Da segnalare: è interessante notare – per questo quesito – una sostanziale coincidenza per tutte e tre le categorie delle prime due voci, (a) e (b) con identici riscontri percentuali, 36% e 39%
Da segnalare: è interessante notare – per questo quesito – una sostanziale coincidenza per tutte e tre le categorie delle prime due voci, (a) e (b) con identici riscontri percentuali, 36% e 39%

Sul Product Design degli apparecchi.

(la domanda è stata rivolta alle aziende costruttrici di apparecchi, ai lighting designer e agli architetti)

In termini di Product Design dei nuovi apparecchi e sistemi di illuminazione, verso quali dei seguenti aspetti sono rivolte in prevalenza le richieste del mercato e la domanda degli utilizzatori?

Da segnalare: in questo caso le risposte evidenziano come principale preoccupazione per il progettista di apparecchi il concetto di “ready to use”, insieme a quello della sempre più ricercata integrazione dell’apparecchio con il suo ambito di applicazione
Da segnalare: in questo caso le risposte evidenziano come principale preoccupazione per il progettista di apparecchi il concetto di “ready to use”, insieme a quello della sempre più ricercata integrazione dell’apparecchio con il suo ambito di applicazione

Quali sono le migliori caratteristiche di un progetto e/o di un apparecchio:

(la domanda è stata rivolta agli studenti del Politecnico e della Facoltà di Architettura)

Dal punto di vista di utente, quale/i fra le seguenti caratteristiche dovrebbe avere un progetto di luce e/o un apparecchio/lampada di illuminazione oggi e nel prossimo futuro?

Le migliori caratteristiche di un progetto e/o di un apparecchio
Le migliori caratteristiche di un progetto e/o di un apparecchio

Sulla tipologia del cliente per punti vendita e Showroom:

(la domanda è stata rivolta ai Punti Vendita – Showroom)

Punti vendita e Showroom: Qual è oggi in prevalenza il vostro cliente?

Tipologia del cliente per punti vendita e Showroom
Tipologia del cliente per punti vendita e Showroom

(A cura di Stefano Casini, in collaborazione con Massimo M. Villa – Redazione

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