Barcellona – “Ohla Eixample Hotel” Identità e contesto

Barcellona, “Ohla Eixample Hotel”. La scala, che funge da cuore dell’edificio, è diventata nel progetto di lighting la protagonista indiscussa dell’intera composizione (courtesy: artec3 Studio; photo: ©alvarovaldecantos)

Il progetto dell’Ohla Eixample Hotel di Barcellona, situato tra l’Avinguda Diagonal e la Rambla, è un perfetto esempio di rigenerazione del manufatto preesistente, che ha cambiato destinazione d’uso oltre che aspetto formale, pur mantenendo viva la traccia dell’organismo originario. Alla riuscita del progetto ha contribuito anche una nuova lettura della luce

Il progetto dell’Ohla Eixample Hotel di Barcellona, ristrutturazione di un edificio per uffici, qualitativamente anonimo, risalente agli anni Settanta, si è rivelato per l’architetto Daniel Isern una sfida tutt’altro che facile, a cominciare dall’impostazione della struttura.

Barcellona, “Ohla Eixample Hotel”. Un’immagine della facciata (courtesy photo: Adrià Goula)

Da una prima lettura del fabbricato, costruito sugli archi della linea ferroviaria interrata, l’architetto si accorge del livello di rumorosità e vibrazioni continue a cui è sottoposto, e non solo.

L’interasse tra i piani non è abbastanza alto da facilitare la progettazione, né tantomeno abbastanza basso – la distanza tra pavimento e soffitto è, comunque, superiore ai parametri stabiliti dalla normativa attuale – da giustificare soluzioni radicali.

L’architetto Daniel Isern (image courtesy: ©Estudi Isern Associats)

Di fronte a questi condizionamenti, Isern ha affidato il recupero dell’immobile a tre fattori determinanti. Innanzitutto il ruolo svolo dalla tecnologia, installando per ogni pilastro, precedentemente rafforzato, alcuni ammortizzatori sismici attivati da prese idrauliche.

Questo sistema ha portato a suddividere la struttura in due parti: l’area interrata, completamente insonorizzata, e i locali dell’hotel, separati da quest’ultima in modo da assicurare il comfort necessario.

Il progetto architettonico: un dialogo tra vecchio e nuovo

Un altro aspetto riguarda l’estetica del manufatto: piuttosto che nascondere, camuffando, l’identità del palazzo, l’architetto ha preferito stabilire un dialogo con la preesistenza, che appare in tutta sua forza espressiva.

Un dialogo tra vecchio e nuovo che si esprime attraverso gli elementi strutturali, lasciati volutamente grezzi, il soffitto nudo, i pavimenti rivestiti in cemento, i pilastri metallici esposti nella loro possente fisicità. A questi si aggiunge la componente materica: il legno delle suppellettili e la ceramica si accostano, armoniosamente, alla ruvida bellezza del calcestruzzo.

Infine la facciata, terzo fattore destinato a incidere sulla qualità del progetto. Il prospetto principale, scandito da profonde scanalature, è in grado di modulare il ritmo della composizione, vivacizzandolo in più punti. L’intuizione di un’apposita griglia di rivestimento nei toni chiari, formata da mille blocchi ceramici, segnati da una texture rugosa, forma una scansione irregolare, a tratti più fitta, altre volte più rada, dove i rettangoli si alternano a poche figure quadrate. La monotonia del fronte su strada è, infatti, interrotto da cinque box di legno che si configurano come balconi sporgenti.

Il lighting design: soluzioni differenziate per gli spazi

L’intervento illuminotecnico, firmato dal lighting designer catalano Maurici Ginés di artec3 Studio, non si sovrappone alle scelte di Isern, proponendo soluzioni impattanti e in netto contrasto con l’unità sintattica dell’architettura.

Il lighting designer Maurici Ginés (courtesy photo: artec3 Studio)

Il lighting design si pone infatti nell’ottica di esternare, tramite il pattern luminoso della facciata, la qualità della vita che si consuma all’interno dell’hotel, oltre al design contemporaneo che contraddistingue la struttura ricettiva.

La scala, che funge da cuore dell’edificio, è diventata, da elemento secondario, la protagonista indiscussa dell’intera composizione: la luce le conferisce qui una valenza scultorea, acquisendo, grazie ad un approccio illuminotecnico intelligente, una propria identità centrale e un grande valore estetico.

Barcellona, “Ohla Eixample Hotel”. Illuminazione della scala, dettaglio (courtesy: artec3 Studio; photo: ©alvarovaldecantos)

La ricerca di Ginés è finalizzata a generare un ambiente accogliente, dove un’atmosfera calda e invitante completa la funzione di ciascun’area dell’albergo: l’obiettivo è creare l’intimità ideale che permetta agli ospiti di rilassarsi e godersi il soggiorno.

Il sistema di illuminazione, con tecnologia LED, è stato appositamente progettato per adattarsi alle caratteristiche del manufatto. Nella lobby che accoglie i clienti, gli apparecchi di illuminazione, realizzati su misura, enfatizzano la struttura scarna dell’edificio.

Barcellona, “Ohla Eixample Hotel”. Due immagini degli ambienti delle sale ristorante: sono parzialmente visibili i sistemi di illuminazione a binario (tipo “iN30” iGuzzini) e a scomparsa utilizzati (sistema “LaserBlade” iGuzzini) (courtesy: artec3 Studio; photo: ©alvarovaldecantos)
(courtesy: artec3 Studio; photo: ©alvarovaldecantos)
Barcellona, “Ohla Eixample Hotel”. Una delle camere dell’albergo (cortesia: Estudi Isern Associats – Barcellona; photo: Adrià Goula)

Gli apparecchi utilizzati sono prodotti da iGuzzini. Maurici Ginés sceglie il sistema modulare “iN30” e il sistema “Laser Blade”, installati sia in canali attrezzati a incasso nella controsoffittatura, sia in strutture d’acciaio lasciate a vista.

Negli spazi collettivi l’atmosfera confortevole è il risultato di un’illuminazione diffusa e omogenea, sottolineata, in alcune aree, da luce d’accento per lo più affidata a soluzioni di tipo decorativo. È il caso del grande lampadario, collocato nella zona più alta dell’angolo relax, fatto di sfere colorate che riempiono lo spazio con effetti luminosi e colori delicati.

Sulla facciata, nelle ore notturne, l’illuminazione artificiale dà vita ad una geometria dinamica di luci e ombre che conferisce, all’interno del contesto urbano, l’immediata riconoscibilità dell’albergo.

Gli apparecchi “Trick” a luce LED, da 3 w e temperatura colore pari a 3000 K (sempre di iGuzzini), con emissione a 360°, – tutti alloggiati sul lato verticale sinistro dei singoli riquadri di facciata – sono gestiti da un sistema di controllo DMX, che regola l’accensione e la dimmerizzazione di ogni apparecchio.

(arch. Elviro di Meo)

 

BARCELLONA – “OHLA EIXAMPLE HOTEL”

Progetto architettonico: Daniel Isern, Estudi Isern Associats – Barcellona

Collaboratori al progetto: Yaiza Diaz, Aleix Naudó, Nuria Widmann, Laura Muñoz

Architetto impianti tecnici: Albert Bordera

Ingegnere responsabile insonorizzazione e acustica: AV Enginyers

Responsabile ingegneria strutturale: Nolac

Installations Engineer: JG

Lighting design: Maurici Ginés, artec3 Studio – Barcellona

 

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