Artemide e la rivoluzione copernicana

Ernesto Gismondi (cortesia foto: R. Villa)
Ernesto Gismondi (cortesia foto: R. Villa)

 

 

 

 

 

 

 

Cose nuove in casa Artemide, una autentica rivoluzione copernicana, un cambio di passo che l’amabile prolusione di Ernesto Gismondi e dell’ arch. Carlotta de Bevilacqua nel corso della press preview per il Salone del Mobile ha stimolato, nell’aprire con entusiasmo la rassicurante porta della relazione canonica ‘classica’ fra oggetto di luce e ambito funzionale applicativo per affacciarsi sul sempre più vasto campo operativo – e per molti aspetti ancora da scrivere – della relazione diretta fra oggetto di luce e utente.

Carlotta De Bevilacqua (cortesia foto: R. Villa)
Carlotta de Bevilacqua (cortesia foto: R. Villa)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il grande coraggio di Artemide è stato quello di aver compiuto in modo definitivo il ribaltamento del paradigma che vuole la figura del progettista come quella di colui  che “aggiunge” la sua soluzione progettuale come risposta replicabile al contesto di intervento in luogo di una ripartenza dal grado zero dello spazio architettonico e dai suoi interrogativi aperti e polivalenti, e tutto attraverso la presentazione di ben 10 nuovi brevetti di invenzione.

In un momento nel quale si è ridotto al minimo il tempo del transfert tecnologico che intercorre fra ricerca e applicazione sul mercato, Artemide ha realizzato una serie di strumenti per fare luce di nuova generazione e che si assumono l’onere di essere nuovi vocaboli per la sintassi dello IoT o dell’Internet delle cose: concept system come quello di Ameluna, di Alphabet of Light, o ancora del sistema Tycho, di L.O.T. Light Over Time, o del sistema Li-Fi Over The Light.

“Ameluna” (by Artemide, con Mercedes-Benz Style) (cortesia foto: R. Villa)

Ameluna è il primo frutto della collaborazione fra Mercedes-Benz Style e Artemide: si tratta di una lampada che – come l’ambiente luminoso di alcuni modelli della nuova classe E – è controllabile attraverso una APP che permette di gestire i livelli di intensità dell’emissione luminosa ed il colore sia in auto che negli ambienti della propria abitazione o sul lavoro. Per questa nuova lampada (bioluminescenza che cita il mondo naturale degli abissi oceanici e insieme tecnologia optoelettronica) è stata messa a punto una particolare ottica che gestisce l’emissione luminosa diretta e ripartisce una parte dell’emissione LED all’interno della lampada stessa evidenziandone i volumi e la componente diffusa.

"Alphabet of Light" (design: BIG), componenti modulari LED (courtesy photo: Artemide)
“Alphabet of Light” (design: BIG), componenti modulari LED (courtesy photo: Artemide)
 Alphabet of Light è invece il risultato della stretta collaborazione fra Artemide con lo studio BIG – Bjarke Ingels Group ed è un altro concept system definito da un sistema modulare di componenti luminosi per la realizzazione di scritture di luce o di figure libere nello spazio. Un giunto elettromagnetico permette la composizione degli elementi fra loro, mentre l’ottica consente una distribuzione uniforme dell’emissione luminosa.

 

Proiettori "Tycho" e "Tycho Micro" (design: Michele De Lucchi) (courtesy photo: Artemide)
Proiettori “Tycho” e “Tycho Micro” (design: Michele De Lucchi) (courtesy photo: Artemide)

Il tema rappresentato dal dover affrontare la problematica complessa e articolata per singole unità spaziali propria all’illuminazione museale trova nella nuova famiglia di proiettori Tycho + Tycho Micro, disegnata dall’ arch. Michele De Lucchi, una soluzione equipaggiata da LED COB con potenza di 29 W, caratterizzata da un controllo particolarmente preciso dell’emissione.

 

Rivoluzione copernicana è anche lavorare sul rapporto fra la luce, il suo racconto nello spazio e la sua scansione variabile nel tempo, un compito affascinante e insieme complesso affidato ad un’altra novità, LoT – Light Over Time, nata dalla collaborazione con il designer Tapo Rosenius. Il sistema utilizza un chip LED a 4 canali RGBW e ottiche di precisione per un’emissione controllata del fascio di luce bianca, fra 8 e 60°, e si avvale di una gestione tramite software dedicato.

L.O.T. Light Over Time (design: Tapo Rosenius) (courtesy photo: Artemide)
L.O.T. Light Over Time (design: Tapo Rosenius) (courtesy photo: Artemide)

Artemide LI FI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un’ultima importante opportunità è quella colta da Artemide dalla collaborazione con la Scuola Sant’Anna di Pisa per una ricerca sul Li-Fi. La soluzione sviluppata si propone come un sistema di trasmissione wireless perfettamente integrato con l’elettronica della lampada e che non altera in nessun modo le proprietà ottiche e le performance di luce dell’apparecchio.

Il segnale che trasmette l’informazione viene convogliato tramite lo stesso cavo di alimentazione e alimenta direttamente il LED: la velocità di modulazione è tale da rendere impercettibile all’occhio umano il suo effetto, mantenendo inalterate funzioni e caratteristiche principali della lampada. La velocità di trasmissione dati del dimostratore è oggi compatibile con il protocollo Ethernet 10Base-T (10 Mbit/s) ed è quindi  in grado di supportare la riproduzione in tempo reale di un videoHD.

La lampada "Pan" (design: Giuseppe Maurizio Scutellà) è un'interessante rilettura di una lampada di lettura degli anni '30 (courtesy photo: Artemide)
La lampada “Pan” (design: Giuseppe Maurizio Scutellà) è un’interessante rilettura di una lampada degli anni ’30 (courtesy photo: Artemide)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un’altra ricerca che Artemide sta conducendo con l’Università di Padova, con lo spin-off LightCube, è quella chiamata Target Point – Parametric Relation, che nasce in quanto l’Internet of Things permette il dialogo bidirezionale tra apparecchi di illuminazione, sensori e sistemi di controllo. In questo contesto Artemide ha sviluppato un sistema di retroazione attivo di illuminamento e temperatura colore attraverso la comunicazione wireless tra prodotti IoT ready. Il sistema di apparecchi e sensori Artemide Target Point inaugura in questo senso il dialogo tra la luce desiderata e progettata e l’ambiente circostante.

(Massimo Maria Villa)

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