Il Salone della Proprietà Industriale a Parma

Anche per illuminazione e design un’opportunità importante

 

Salone della Proprietà Industriale: due immagini dell’ edizione dello scorso anno (cortesia: Senaf)
Salone della Proprietà Industriale: edizione dello scorso anno (cortesia: Senaf)

Uno spiraglio di buon senso sembra aprirsi a proposito di diritto d’autore sulle opere, mentre sembra sempre più centrale l’aggiornamento del professionista su innovazione e comunicazione

Una buona notizia, per ora soltanto annunciata, sull’annoso problema del diritto d’autore sulle opere dell’industrial design: la procedura d’infrazione di cui la Commissione Europea ha avviato la fase preliminare – sulla base della denuncia presentata da chi scrive queste note per conto delle maggiori organizzazioni che nel nostro Paese si occupano appunto di protezione del design (l’ADI, il Consiglio nazionale degli Architetti, Federlegno Arredo e INDICAM) – ha indotto l’uscente Governo Monti a presentare un disegno di legge che ripristina la piena protezione anche delle opere dell’industrial design create prima del 2001, secondo quanto previsto dalla Direttiva comunitaria in materia, ma incredibilmente negato da una legge del 2012, peraltro già disapplicata dal Tribunale di Milano, proprio perché in contrasto col diritto comunitario, e invece ritenuta applicabile dal Tribunale di Firenze, con una disparità “geografica” totalmente anacronistica e di cui comunque gli interessati è bene che tengano il debito conto.

Questo caso emblematico è l’ennesima dimostrazione dell’importanza per imprese e designer di tenersi al corrente delle norme che disciplinano i loro diritti, che ci sono e si possono proteggere efficacemente solo se le si sa adoperare nel modo giusto. Il binomio decisivo è sempre quello di innovazione e comunicazione, che rimanda alle due grandi “famiglie” dei diritti IP, da un lato i segni distintivi (marchi, ma anche la forma dei prodotti), dall’altro le innovazioni (tecniche, con i brevetti, il software e le banche dati, e di forma, appunto con il design e il diritto d’autore).

Occorre cioè investire per creare innovazione, ma anche per comunicarla, e quindi per far percepire al pubblico il plus che i prodotti che la incorporano rappresentano, e poi per proteggerla, ossia per impedire che questo patrimonio venga saccheggiato da chi intende sfruttare parassitariamente i frutti del lavoro altrui. Nella mia esperienza professionale posso dire che questa strategia si è sempre dimostrata vincente, purché si abbia il coraggio e la costanza di condurla con determinazione e professionalità, evitando il “fai da te” e facendosi assistere da veri esperti.

Un Salone specializzato per offrire risposte competenti

Proprio per questo può valer la pena di segnare in agenda l’appuntamento con il Salone della Proprietà Industriale, in programma a Parma il 30 settembre 2013, un’intera giornata tra convegni, seminari di base, con decine di espositori di tutti i servizi che riguardano la costruzione, la protezione e la gestione di un portafoglio di diritti esclusivi su marchi, brevetti e naturalmente design: dagli studi in grado di seguirne la registrazione in tutto il mondo, ai legali specializzati in grado di difenderli e di gestire la relativa contrattualistica; dai consulenti in grado di assistere imprese e designer nell’ottenimento di finanziamenti sia per la brevettazione, sia per la successiva attuazione industriale e la valorizzazione di questi titoli, ai fornitori dei servizi accessori per il web, la documentazione, le ricerche, le certificazioni e la tracciabilità e anche le investigazioni.

E accanto a loro anche gli stand di imprese industriali che sulla proprietà intellettuale hanno costruito il loro successo imprenditoriale, e che intendono condividere le loro esperienze di successo.

Quest’anno il Salone della Proprietà Industriale alle Fiere di Parma intende infatti compiere un salto di qualità rispetto al kick-off dello scorso anno, proponendosi come un appuntamento fieristico fuori dagli schemi, che sia insieme opportunità di incontro tra e con gli operatori della proprietà industriale, imprese, professionisti e fornitori di servizi non solo legali e di consulenza, ma anche occasione di confronto e di crescita nella consapevolezza dell’importanza di questi diritti per garantire la competitività dei tanti soggetti che formano l’Azienda Italia sui mercati internazionali, facendo il punto sulle questioni più di attualità.

Per questo, oltre all’ampliamento della gamma degli espositori, si è scelto di affiancare ai seminari di base e di approfondimento già previsti nella prima edizione (e quest’anno ridisegnati secondo un progetto coerente che comprenderà incontri dedicati a tempi e modi per costruire un’efficace privativa brevettuale, ai vantaggi della registrazione di marchi e design, alla gestione efficiente di un portafoglio di diritti IP, ai modelli di distribuzione e commercio elettronico, settore questo nel quale il design è particolarmente esposto ai rischi di contraffazione, con interventi dedicati sui bandi europei e sulle ricerche brevettuali, in modo da dare a tutti le risposte che cercano) un appuntamento di assoluta eccellenza, il primo IP Summit & Forum italiano: un incontro in tre sessioni, dedicate, rispettivamente a marchi, brevetti e design, che coinvolgerà alcuni tra i maggiori esperti IP italiani e stranieri per fare il punto sui temi più caldi della materia dal punto di vista delle imprese, affrontati con rigore e completezza, ma anche con un approccio eminentemente concreto, mirato su ciò che questi diritti rappresentano sul mercato e nel mondo della vita.

Al Summit si parlerà così dei Plus concorrenziali del brevetto sui mercati globali e sulla tutela dell’aspetto del prodotto e dell’immagine italiana nel mondo, con relazioni specifiche al mattino su brevetti e accesso al credito, sulle tecniche da seguire per evitare i rischi di aggiramento delle privative, sugli ultimi sviluppi della giurisprudenza nel campo meccanico e biomedicale e sulla protezione senza brevetto in condizioni di emergenza; e al pomeriggio su packaging e prodotti-copia tra look-alike e inganno del pubblico, su stile e tendenze e la difesa del DNA dell’impresa, sui fenomeni di co-branding e sulle sinergie di marca nel mercato globale. E su tutti questi temi gli intervenuti avranno la possibilità di rivolgere domande specifiche ai protagonisti, in un apposito Question Time previsto per ciascuna sessione.

Dunque su tutta la linea un’occasione imperdibile sia per chi intende presentare la propria attività, sia per chi vuole ricercare gli strumenti e i professionisti migliori per affiancare la crescita della propria impresa. Anche designer ed imprese del mondo dell’illuminazione faranno bene a non lasciarsi sfuggire questa opportunità.

(Avv. Cesare Galli – Studio IP Law Galli, Milano-Brescia-Parma-Verona)

 

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