Amburgo, Elbphilarmonie. Una sinfonia di luci

 

Amburgo, Elbphilarmonie. Grand Hall (courtesy: Zumtobel Group) (courtesy photo: Michael Zapf)

Il complesso architettonico della Filarmonica e del centro culturale multifunzionale di Amburgo: un’architettura avveniristica, ma anche elemento di sintesi tra due epoche storiche della stessa metropoli tedesca, la città industriale, tutta fabbriche di mattoni rossi e sobborghi per la classe operaia, e la città del futuro che non rinnega la sua antica vocazione commerciale

Il progetto architettonico

L’Elbphilarmonie di Amburgo manifesta, nella sua potente immagine iconica, la rilettura del passato attraverso un raffinato linguaggio contemporaneo, dove il riuso del Kaispeicher A – il vecchio deposito portuale adibito per decenni a magazzino per il tabacco e il cacao – si configura come una possente fascia basamentale su cui s’innesta, sottolineando l’evidente contrasto materico, la svettante struttura in vetro.

Amburgo, Elbphilarmonie. Una vista esterna (courtesy: Zumtobel Group) (courtesy photo: Michael Zapf)

Progettata dagli architetti Jacques Herzog e Pierre de Meuron, la monumentale costruzione dal profilo a vela, alta 110 m, sembra solcare le gelide acque del fiume Elba alla pari di un vascello.

Jacques Herzog, Pierre de Meuron, Ascan Mergenthaler (photo: © Maxim Schulz)

Dal primo concept alla recente inaugurazione dello scorso gennaio sono passati quindici anni. Un arco temporale piuttosto lungo, se paragonato ad altre opere, che ha dato vita a un organismo complesso, caratterizzato da un variegato mix funzionale.

Il nuovo centro culturale e sociale, costruito nel quartiere Hafen-City, ingloba nel suo interno un vero e proprio contenitore di servizi, con oltre cinquecento posti auto, strutture ricettive (un albergo a quattro stelle e ristoranti vari), spazi per eventi ed esposizioni, residenze private.

Nel tentativo di staccare, differenziandolo, il volume sottostante dall’involucro superiore, fatto di cristallo, lo studio svizzero fende la struttura in due parti e inserisce tra i due corpi di fabbrica, a 37 m di altezza, la Plaza: la grande terrazza con vista panoramica, aperta sulla città.

Da qui, tramite il foyer, si accede alla Gran Concert Hall, il nucleo principale dell’intera progettazione.

Amburgo, Elbphilarmonie. Un’altra immagine della Grand Hall (courtesy photo: Iwan Baan)

L’auditorium è unico nel suo genere sia per la qualità dell’impianto acustico, ad opera dell’ingegnere Toyota Yasuhisa, sia per l’articolazione degli spazi e per la visibilità che si gode da ogni punto.

Formata da un’impostazione irregolare, a mo’ di gradoni, capace di ospitare 2.100 persone, la sala si sviluppa intorno alla buca e al palcoscenico. In questo modo, tra lo spettatore e il direttore d’orchestra c’è una distanza di appena trenta metri.

Il progetto di lighting design

Non si può comprendere fino in fondo il valore dell’Elbphilharmonie se non si analizza il progetto nella sua interezza, evitando di suddividerlo in categorie di studio separate.

L’architettura e il lighting design sono una in funzione dell’altro, in un registro linguistico dove segni e significati s’incontrano lungo la stessa direzione.

La lighting designer Ulrike Brandi

“Considerata la potenza scenica che quest’architettura esprime – spiega la lighting designer Ulriche Brandi, responsabile del progetto illuminotecnico – abbiamo evitato una luce che la sovraccaricasse eccessivamente.

Al contrario, essa appare ‘moderata’, [sottotono], e funziona con semplici principi ottici.

Per me era essenziale mantenere viva il più possibile l’interazione tra l’esterno e gli ambienti interni. Cielo, acqua e vista su Amburgo devono essere vissuti e percepiti stando all’interno dell’edificio. Ciò vuol dire che la luce non deve essere molto forte”.

Il designer e artista del vetro Detlef Tanz

Da qui la scelta, per l’Auditorium in particolare, di soluzioni custom, nate dalla collaborazione tra lo studio Ulrike Brandi Licht, gli architetti, il designer e artista del vetro Detlef Tanz e Zumtobel.

L’azienda, partendo dall’idea di unire tradizione e innovazione – il filo conduttore di tutta la filosofia progettuale – ha sviluppato circa 1200 apparecchi di illuminazione sferici, di vetro soffiato, che costellano il soffitto acustico ondulato, come fossero bolle d’acqua riempite di luce: è un chiaro riferimento – ed ecco spiegato il legame tra il linguaggio semantico e la semiotica del progetto – al tumultuoso fiume su cui affaccia la struttura.

Gli apparecchi di illuminazione sferici custom in vetro soffiato, che costellano il soffitto acustico ondulato, come bolle d’acqua riempite di luce (courtesy photo: Michael Zapf)

La vera sfida per Zumtobel è stata qui tenere insieme la moderna tecnologia LED con elementi dell’artigianato tradizionale. Ne è risultato un oggetto di grande suggestione, capace di diffondere un’atmosfera magica con la sua temperatura colore di 2700 K.

I corpi sferici sono dimmerabili e compatibili con il segnale video HDTV, grazie ai comandi DMX: in questo modo le riprese televisive nella sala dei concerti riescono perfettamente, al 100% senza sfarfallii.

Un terzo degli apparecchi, inoltre, è collegato al sistema d’illuminazione d’emergenza. Nella terrazza ‘Plaza’ sono stati installati altri 870 apparecchi di illuminazione sferici, in questo caso prodotti industrialmente con materiale sintetico. Sono raggruppati in una forma romboidale, e dotati di una tonalità piacevolmente calda, con temperatura pari a 3000 K. Gli apparecchi LED sono ancora una volta dimmerabili, via DALI, e collegati in parte all’impianto di emergenza.

Un’immagine della terrazza ‘Plaza’ (courtesy photo: Iwan Baan)

Realizzato sempre da Zumtobel è anche l’apparecchio per il foyer e il guardaroba della sala: una soluzione ibrida, fatta su misura, con sistema lineare fluorescente e modulo LED RGB, entrambi con comandi separati via interfaccia DALI.

Amburgo, Elbphilarmonie. Il foyer: visibili gli apparecchi ‘ibridi’, con fluorescente lineare e modulo LED RGB (courtesy: Zumtobel Group) (courtesy photo: Michael Zapf)

Se il sistema fluorescente contribuisce all’illuminazione generale, il modulo LED cambia di colore a secondo dell’impostazione: si tratta in tutto di 750 apparecchi, che – programmati di volta in volta – regalano una luce d’effetto ed emozionale.

(arch. Elviro Di Meo)

IL LIGHTING CONCEPT: VETRO E SOLUZIONI CUSTOM PER GLI APPARECCHI

“Mantenere viva il più possibile l’interazione tra esterno e ambienti interni”. Conseguenza: realizzare un livello di illuminamento non troppo elevato.

Dunque la scelta per il lighting, per l’Auditorium in particolare, si basa su soluzioni custom, nate dalla collaborazione tra lo studio Ulrike Brandi Licht, gli architetti, il designer e artista del vetro Detlef Tanz e Zumtobel.

L’azienda, partendo dall’idea di unire tradizione e innovazione, ha sviluppato per questo circa 1200 apparecchi di illuminazione sferici, di vetro soffiato, che costellano il soffitto acustico ondulato

AMBURGO, ELBPHILARMONIE

Progetto architettonico: Herzog & de Meuron, Basilea

Lighting Design: Ulrike Brandi Licht GmbH Lichtplanung, Amburgo

Design artistico delle vetrate: Detlef Tanz

Consulenza illuminotecnica e fornitura apparecchi: Zumtobel

 

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