Alberto Ricci Petitoni. Luce pubblica e ambiente urbano

 

Pianoro (BO). Un intervento di illuminazione urbana (cortesia: Studio I-dea)

Un tema – l’illuminazione pubblica – troppo spesso fino ad oggi ‘stretto’ fra le logiche del risparmio energetico e le esigue risorse messe in campo in ambito istituzionale, inizia a trovare in questi ultimi anni una differente attenzione sul piano progettuale. Abbiamo incontrato per questo uno fra i progettisti di illuminazione più attivi in questo ambito, Alberto Ricci Petitoni

Dopo un decennio di collaborazione fra i due titolari, lo studio I-dea creato dall’ing. Alberto Ricci Petitoni con l’arch. Lorenza Golinelli nasce nel 2007 come società di ingegneria dall’esigenza di offrire un servizio sempre più completo ai propri clienti.

Oggi questo studio di progettazione è una società costituita da differenti figure professionali, architetti, ingegneri e periti, quasi tutti dipendenti della società, che si propone quindi con un assetto in controtendenza rispetto alla maggior parte degli studi professionali.

L’ing. Alberto Ricci Petitoni

Sul piano della formazione, Alberto Ricci Petitoni ha iniziato a sviluppare le sue esperienze professionali nel campo dapprima come consulente di un’azienda multiservizi di progettazione, realizzazione e gestione degli impianti di illuminazione pubblica, dedicando poi all’approfondimento successivo della materia numerose partecipazioni a Master, corsi, seminari e convegni specializzati.

Le attività sviluppate dallo studio I-dea hanno saputo poi convogliare in modo armonico le forze e le esperienze dei diversi collaboratori che operano al suo interno nei differenti campi applicativi, proprio progettando l’ambiente urbano e la luce. La grande passione per questo tema è diventata così la vera forza trainante della vita professionale dello studio.

Un settore in movimento

Come vedi l’attuale situazione in Italia dell’illuminazione pubblica e quali sono stati gli effettivi passi in avanti compiuti in materia di introduzione delle nuove tecnologie e delle attività di progettazione?

“La situazione dell’illuminazione pubblica in Italia è in forte evoluzione: si è passati da un mercato molto statico negli anni ’90 ad una fase di mercato negli anni ‘2000 rivitalizzata dalle leggi sul risparmio energetico e inquinamento luminoso, ad una situazione attuale molto dinamica con l’avvento della supremazia della tecnologia dei LED. Questo scenario è stato possibile anche grazie a strumenti come i partenariati pubblici privati o i contratti di EPC che permettono sia alle Amministrazioni Pubbliche che alle EsCo (Energy Service Company) investimenti in questo settore.

Ambiti operativi come la progettazione con l’avvento del LED, e l’evoluzione continua della normativa rendono lo stato delle cose sempre più complesso ma anche più affascinante. Va detto che purtroppo e per fortuna la luce è percepita da tutti e quindi se si commettono degli errori questi appaiono visibili, a differenza di altri settori”.

Sta per essere recepito a livello legislativo un aggiornamento sul tema dei CAM Criteri Ambientali Minimi. Come valuti questa nuova opportunità per il comparto dell’illuminazione pubblica e sul piano del tuo ruolo e della tua attività di progettista?

“La situazione legislativa italiana è come il mercato, sempre in movimento, e questo è un bene perché stimola tutti gli operatori presenti nel settore a continue innovazioni e allo sviluppo di servizi e prodotti nuovi. I CAM diventati obbligatori nel corso degli ultimi anni impongono finalmente anche prescrizioni sulle figure dei progettisti illuminotecnici o lighting designer, ciò che speriamo è che vengano rispettate soprattutto dalla committenza pubblica e privata.

La cosa importante è che comunque a livello legislativo non vengano appesantite troppo le incombenze burocratiche, in quanto essendo quello della luce pubblica un mercato con margini molto ridotti si rischia di dedicare troppo tempo alla carta e troppo poco al progetto”

Smart Cities e Smart Lighting/Sulla formazione del progettista

Come consideri le nuove opportunità poste dalle soluzioni di Smart Lighting in ambito urbano e quali scenari sono a tuo avviso possibili a breve-medio termine in Italia con l’applicazione di queste tecnologie, viste anche in ottica IoT?

“Il tema delle Smart Cities e Smart Lighting è affascinante e molto complesso ma spesso viene semplificato e banalizzato. Mi capita sempre più frequentemente di parlare con clienti che chiedono o che offrono anche la “Smart Cities” in abbinamento alla riqualificazione degli impianti di illuminazione pubblica.

Ma che cos’é effettivamente la Smart Cities? Si tratta di qualche dispositivo aggiuntivo come un paio di telecamere o qualche access point Wi-FI installati sulla rete cittadina di illuminazione e che non sempre funzionano correttamente? Il nostro studio di progettazione cerca di dare un servizio competente anche in questo settore in quanto gli scenari sono in continua evoluzione soprattutto in materia di trasmissione dei dati e interconnessione dei servizi aggiuntivi: grazie al lavoro sviluppato dalla mia socia, e dai miei collaboratori e dipendenti come Michela, Lorenza, Andrea e Giulia che compongono il nostro staff ormai da diversi anni, l’esigenza di una progettazione qualificata ed indipendente ci porta ad offrire le nostre competenze in sinergia tra le diverse specificità professionali per assicurare la migliore garanzia al raggiungimento di risultati di qualità”.

Qual è il tuo giudizio sul livello di formazione attuale del progettista di illuminazione e quali sono le criticità sulle quali si dovrebbe intervenire?

“Il livello di formazione dei progettisti e colleghi che conosco è spesso elevato, ma purtroppo si tratta di casi rari in quanto in Italia in generale la formazione del progettista della luce è carente.

In particolare spesso la committenza non valuta la professionalità ma considera solo il “costo”, ritrovandosi con progetti e soprattutto realizzazioni di bassa qualità. La criticità maggiore che ho sempre riscontrata è la mancanza di un vero corso di laurea in un settore in forte sviluppo. Il comparto della luce e in particolare quello dell’illuminazione pubblica è complesso, ma anche molto ampio sul piano disciplinare: si va dal design alla fisica, dall’elettrotecnica alle telecomunicazioni, dall’urbanistica all’architettura, e per questo le competenze per ottenere un buon progetto illuminotecnico devono essere multidisciplinari attraverso professionalità specifiche. In Italia invece esistono solo Master universitari post laurea, principalmente a Milano e Roma, che non permettono una sufficiente diffusione capillare della cultura della luce.

Inoltre l’altra criticità che riscontro sempre in essere è la mancanza del riconoscimento della professione del lighting designer, in quanto sempre più frequentemente i progetti sono sviluppati dalle aziende costruttrici di apparecchi di illuminazione o da professionisti non specializzati in questo settore”.

Illuminazione pubblica: per un concept progettuale ‘multilayer’

Ci vuoi presentare qualche esempio recente del tuo lavoro, che desideri proporre ai nostri lettori per le particolarità tecniche e/o per il particolare approccio seguito nel concept progettuale?

“Sempre più spesso progettiamo impianti di illuminazione pubblica di città e interi territori comunali: tali esperienze condotte in tutte le zone geografiche in Italia ci hanno permesso di approfondire le nostre conoscenze e anche come la cultura della luce viene percepita nelle diverse regioni. Inoltre, progettare l’illuminazione di intere città ci permette di spaziare dall’illuminazione funzionale all’illuminazione monumentale, dal mettere a fuoco le esigenze gestionali delle imprese a rispondere alle richieste della cittadinanza. Tra i vari lavori portati a termine recentemente vi sono diversi progetti realizzati nei territori geografici dell’Abruzzo, in Lombardia e nella nostra Emilia Romagna.

Imola. Un esempio di relamping con lanterne a luce LED e tc 3000 K (cortesia: Studio I-dea)
Imola. Un altro esempio dell’intervento di relamping effettuato (cortesia: Studio I-dea)
Castenaso (BO). Illuminazione urbana con la Chiesa di S.Ambrogio (cortesia: Studio I-dea)
Controguerra (TE). Un’immagine per presentare l’intervento di sostituzione dei sostegni di arredo urbano per l’illuminazione (cortesia: Studio I-dea)

Il concept progettuale ‘su più livelli’ è sempre lo stesso che abbiamo portato avanti in tutti questi anni: analisi del territorio e degli impianti, recepimento delle esigenze delle Amministrazioni e delle imprese coinvolte, sviluppo del progetto nella sua complessità e nelle sue differenti fasi esecutive, con progettazione elettrica, progettazione illuminotecnica (funzionale e monumentale), progettazione delle infrastrutture, proposta di servizi aggiuntivi per le Smart Cities, verifica finale del budget di spesa con analisi costibenefici, anche dal punto di vista della valorizzazione ambientale.

In questi ultimi anni partecipando a molte gare pubbliche le particolarità tecniche e i nostri concept illuminotecnici sono in evoluzione in quanto cerchiamo di proporre sempre soluzioni innovative in funzione della tecnologia e dell’ambiente in cui siamo chiamati ad operare: si va dalla georeferenziazione degli impianti all’ottimizzazione della progettazione illuminotecnica, dalle proposte di illuminazione scenografica alle videoproiezioni, dai sistemi di telecontrollo e telegestione alla realizzazione di sistemi di trasmissione dati ad alta affidabilità e velocità come la fibra ottica o le onde radio”.

Quale futuro per la luce pubblica? In quale direzione si sta muovendo a tuo avviso la progettazione della luce pubblica in Europa e a livello globale e quali potranno essere nel medio termine le forme più plausibili della sua presenza su scala urbana?

“Le attività di progettazione della luce in Europa e in Italia per ora sono interpretate in maniera diversa: in Italia sono molto legate ai contratti di rendimento energetico e quindi alla progettazione di interventi di illuminazione funzionale riconducibili principalmente al risparmio energetico, in Europa invece quest’ultima esigenza non è ancora molto sentita e si sta puntando maggiormente sull’illuminazione ambientale e monumentale.

Sicuramente per il futuro il punto di riferimento sarà la città “Smart”: per noi questo concetto significa sistemi intelligenti, reti interconnesse e facilmente fruibili dalla cittadinanza, come nel caso dell’illuminazione adattiva, ovvero che varia in tempo reale in funzione delle condizioni di traffico, visibilità e situazioni ambientali, con “App” che permettono alla cittadinanza la segnalazione di eventuali malfunzionamenti oppure permettono al gestore la regolazione degli impianti stessi e così via.

Una città Smart però dovrà essere “bella” oltre che funzionale, e questo grazie anche all’utilizzo della tecnologia a LED che permette l’uso di differenti tonalità di luce in funzione delle temperature di colore adatte ad ogni ambiente, alla valorizzazione dell’ambito urbano grazie alla miniaturizzazione dei corpi illuminanti e soprattutto alla ricerca di soluzioni tecnologiche che permettono una limitazione degli abbagliamenti, ancora uno dei più grandi difetti di questa tecnologia.

Noi ci stiamo muovendo in questi ambiti cercando di riunire queste esigenze nella migliore progettazione della luce per le città e soprattutto per i suoi utenti”.

(Massimo Maria Villa)

 

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