Per abitare lo spazio con la luce

 

Milano – Excelsior Hotel Gallia – Katara Suite (courtesy photo: Andrea Martiradonna)

Una lettura di alcune delle proposte più interessanti che gli attori del comparto dell’illuminazione – costruttori e progettisti – hanno realizzato per il mondo del contract alberghiero

Il settore alberghiero è stato di recente interessato dall’introduzione di alcuni incentivi governativi (una tax credit, un credito di imposta relativo alle spese sostenute nel 2017 e nel 2018 per la riqualificazione delle imprese alberghiere dal punto di vista impiantistico e energetico per i periodi di imposta 2017 e 2018, con un’agevolazione che è arrivata al 65%) che hanno portato interventi di ristrutturazione e anche la realizzazione di nuove soluzioni di illuminazione.

Questo tipo di interventi hanno coinvolto trasversalmente i differenti livelli delle strutture ricettive anche se quelli più interessanti – sul piano delle implicazioni nei termini delle relazioni fra progetto di Interior Design degli spazi e soluzioni tecnologiche e applicative legate alla luce – sono da ricercare nella fascia alta delle realizzazioni dove l’approccio progettuale è caratterizzato sempre da un approccio ‘customizzato’.

L’attenzione dei progettisti in questi casi è tutta rivolta agli spazi comuni, agli ambienti di accoglienza, dove l’architettura si fa interprete del brand, valorizzato attraverso vere e proprie installazioni luminose. Dalla hall d’ingesso al lounge bar, passando per il ristorante e l’area relax, i costruttori di apparecchi di illuminazione che investono nel settore contract appaiono sempre più propensi a finalizzare la propria ricerca nella realizzazione di prodotti ‘ad hoc’, eseguiti su disegno dell’architetto, e personalizzati a seconda delle necessità del committente.

L’intento è quello di stupire. Affascinare la clientela di hotel e resort esclusivi con effetti particolari, in grado di conferire carattere all’ambiente e avvolgere gli ospiti in un’atmosfera magica e surreale. Da qui nasce il bisogno di confezionare su misura, alla pari di abiti sartoriali – così come avviene per gli arredi e l’apparato decorativo – lampade e apparecchi di grandi dimensioni e dalla forte personalità, proposte come enormi e scintillanti ‘chandelier’ di cristallo, o come quinte scenografiche che lasciano intravedere, nel riverbero di luci, la spazialità interna, o, ancora, come ‘lanterne’ contemporanee che rivendicano l’identità del luogo, o si propongono come aggregazioni di più elementi dalla forma irregolare.

La ricerca si fa più intensa, studiata nei minimi dettagli, quando l’oggetto dell’intervento sono sfavillanti suite: qui l’apparecchio, che splende in tutta la sua bellezza tra marmi policromi e opere d’arte, è il segno caratterizzante di tutto l’insieme compositivo.

(arch. Elviro Di Meo)

ARTEMIDE

IBIZA – HARD ROCK HOTEL

Artemide offre un servizio completo al mercato rispetto ai progetti contract, in grado di svilupparsi su più livelli, per la definizione di soluzioni personalizzate, a partire da versioni standard a catalogo. Il suo dipartimento di progettazione, dedicato ai prodotti custom, opera su differenti proposte progettuali, in collaborazione con il resto dello staff di ricerca, sviluppo e innovazione.

Da sempre Artemide crea importanti partnership e dalle collaborazioni con studi internazionali di architettura e lighting design o con top brand nascono soluzioni uniche, spesso particolarmente interessanti anche dal punto di vista culturale e della ricerca che ne deriva, che – in differenti occasioni – sono diventate stimolo per la prototipazione di apparecchi di illuminazione successivamente inseriti a catalogo.

Un processo di questo tipo si è verificato nel caso dell’intervento di lighting commissionato per l’Hard Rock Hotel Ibiza, il cui progetto architettonico è firmato da Palladium Hotel Group. Il nuovo complesso ricettivo unisce il design innovativo e la tecnologia più avanzata allo stile del brand ‘Hard Rock’, ispirandosi in ogni momento al mondo della musica.

L’albergo e le soluzioni di illuminazione

La struttura alberghiera è costituita da due edifici, la Tower e il Club, dove si trovano integrati le piscine e il palcoscenico per gli spettacoli teatrali: spazi in cui è possibile ascoltare la migliore musica dal vivo con artisti di fama internazionale. Ed è in questo ambito che Artemide è stata chiamata per il progetto illuminotecnico.

Per gli ambienti comuni, come quelli del Centro Congressi, o la sala ristorante, sono stati installati gli apparecchi ‘LED Net’, nella versione customizzata per questo progetto, disegnando un’aggregazione luminosa irregolare, composta da più elementi dal forte impatto scenografico.

Ibiza – Hard Rock Hotel Ibiza – Illuminazione di una delle sale ristorante con sistema ‘LED Net Special’ (cortesia: Artemide)

‘LED Net’ è una lampada a sospensione e a plafone, di tipo modulare, disponibile nella configurazione lineare o circolare, nata dalla matita di Michele De Lucchi e Alberto Nason. È formata da una lastra di alluminio verniciato che funge da base, sulla quale si sviluppa un circuito stampato di supporto ai LED: ogni LED è dotato di ottica con lente in metacrilato trasparente e di porta-lente in metacrilato satinato.

Sistema ‘LED Net Linea’ (design: Michele De Lucchi – Alberto Nason) (cortesia: Artemide)

Gli spazi esterni dell’hotel sono illuminati invece, in parte, da ‘Chilone’, un apparecchio di illuminazione a luce diretta verso l’alto che utilizza LED monocromatici. Questo apparecchio, progettato da Ernesto Gismondi, vede per il corpo lampada una costruzione in alluminio pressofuso EN-AB 47100, con palo di supporto in alluminio estruso (EN-AW-6060), e flangia di fissaggio al terreno realizzata in ferro zincato. Il diffusore è in policarbonato trasparente, con finitura satinata, resistente agli urti e anti UV.

Ibiza – Hard Rock Hotel Ibiza – Sistema ‘Chilone’ (design: Ernesto Gismondi) (cortesia: Artemide)

HARD ROCK HOTEL IBIZA

Progetto architettonico: Palladium Hotel Group

L’ing. Ernesto Gismondi, designer e Presidente Artemide Group)

Apparecchio indoor: LED Net (design: Michele De Lucchi, Alberto Nason)

L’architetto e designer Michele De Lucchi

Apparecchio outdoor: Chilone (design: Ernesto Gismondi)

FABBIAN ILLUMINAZIONE

LUBIANA – PLAZA HOTEL

Gli ambienti del prestigioso Plaza Hotel 4 stelle di Lubiana sono di quelli importanti, dove l’architettura e il design esprimono, attraverso la materia e l’articolazione dei volumi, la vera essenza del progetto. Il contesto della struttura alberghiera, opera degli architetti Rok Kuhar e Katjusa Kranjc, è un luogo di grande fascino e suggestione: ed è proprio in questo ambito che la luce assume, al di là della sua funzione reale, una spiccata connotazione estetica, che contribuisce ad esaltare l’allure e la qualità degli spazi.

Si tratta di un’atmosfera che si percepisce fino dall’ingresso, appena entrati nell’albergo: una scintillante superficie luminosa funge da filtro, lasciando intravedere la grandezza degli ambienti, senza svelare l’intimità delle sale più piccole.

L’albergo e l’illuminazione della hall

I progettisti hanno individuato in ‘Tile’ – una lampada modulare leggera, trasparente, libera da comporre, fino a formare un’enorme parete, come quella realizzata per il Plaza – l’elemento di continuità visiva tra la hall e la zona lounge al primo piano, affacciata sull’ingresso.

Lubiana, Hotel Plaza. Il sistema ‘Tile’ installato nella Hall (courtesy photo: Fabbian Illuminazione)

‘Tile’, disegnata da Studio Pamio per Fabbian Illuminazione, pone le sue radici nello spazio naturale, organico, che suggerisce molteplici aggregazioni. La formella in vetro è il modulo di base per creare o dividere lo spazio, consentendo la personalizzazione totale delle soluzioni compositive. Nel caso dell’hotel sloveno, la composizione di ‘Tile’, realizzata su misura per soddisfare le esigenze del committente, è alta 8 m e larga 4,5, con la sua sorgente luminosa a LED nascosta nel controsoffitto.

Lubiana. Dettaglio del sistema ‘Tile’ (courtesy photo: Fabbian Illuminazione)
Sistema ‘Tile’. I componenti del sistema disassemblato (cortesia foto: Studio Pamio)

L’idea che sottende il concept architettonico è tutta concentrata nel carattere della lobby, che sfrutta il soffitto a doppia altezza per acquisire un aspetto monumentale, ma non soltanto: la hall comprende un secondo piano aperto ed era quindi necessario introdurre un elemento che armonizzasse entrambi i livelli, e che potesse rappresentare il trait d’union tra architettura e interni.

La ‘tenda di luci’ firmata Fabbian si è rivelata ideale, perché non solo è riuscita a valorizzare la lobby, alla pari di quinta scenografica, ma ha creato la giusta privacy nella sala ristorante. La trasparenza della sua struttura, inoltre, permette alla luce naturale proveniente dall’ingresso di attraversare gli spazi, facendo brillare il cristallo e rendendo ancora più magica l’atmosfera che si respira. La forma del vetro è così caratteristica a tal punto da essere identificata come la cifra stilistica del Plaza.

Lo stesso schema della formella, infatti, è stato riprodotto in tutta l’architettura dell’hotel. I soffitti, le pareti in legno e le altre decorazioni interne sono state concepite in modo tale che il particolare disegno del vetro potesse esprimere il tema dominante della lobby.

D’altra parte, ‘Tile’ è stata personalizzata con una base in ottone, collocata all’estremità, così da richiamare il logo dell’hotel e la finitura dei metalli degli interni. La messa in opera di questo sistema di illuminazione ha posto non poche sfide, innanzitutto per il peso: più di 700 kg di vetri, sostenuti solamente dal soffitto, per dare l’impressione che la tenda sia sospesa nell’aria, in modo da assomigliare sempre di più a una cascata d’acqua che scorre dal cielo. Per migliorare la solidità del lampadario, a ogni vetro, normalmente supportato da 4 cavi in acciaio, ne sono stati aggiunti altri quattro, senza compromettere minimamente il risultato finale.

Per ragioni di sicurezza, infine, il sistema di illuminazione non è stato fissato in basso, al fine di consentire una maggiore flessibilità della struttura ed evitare tensioni qualora questa venisse urtato accidentalmente.

LUBIANA – PLAZA HOTEL

Progettazione architettonica e lighting design: Rok Kuhar, Katjusa Kranjc

I progettisti dell’Hotel, gli architetti Rok Kuhar, Katjusa Kranjc
I designer di Studio Pamio. Da sinistra a destra nell’immagine, Roberto Pamio, Matteo Pamio e Paolo Pamio

Sistema di illuminazione: Tile (design: Studio Pamio – Roberto Pamio, Matteo Pamio e Paolo Pamio)

LA MURRINA

MILANO. KATARA SUITE – EXCELSIOR HOTEL GALLIA

Con i suoi 1000 metri quadri di superficie La Katara Suite, al settimo piano dell’esclusivo Excelsior Hotel Gallia di Milano, è un luogo nel quale lusso, tecnologia e confort si fondono in un unicum tra pareti riflettenti, dove dominano lampadari di Murano a cilindri e a gocce, pezzi d’arte e arredi pregiati, molti dei quali realizzati su misura. Il tutto è giocato tra le tinte chiare dei bianchi, dei beige e dei rosa, in una composizione geometrica ripresa anche dai marmi policromi dei pavimenti a riquadri.

Milano. Excelsior Hotel Gallia. Katara Suite (courtesy: La Murrina)

L’architetto Marco Piva, che ha curato il restyling dello storico palazzo – un edificio tardo Belle Époque –, con l’aggiunta della facciata del nuovo volume e la progettazione degli interni, ha dato ampio risalto alla cura dei dettagli, arricchendo la suite con una selezione delle più prestigiose firme del design italiano, dove non manca il riferimento al Déco. Esplicito è anche il richiamo alla tecnologia contemporanea delle comunicazioni, espresso attraverso la presenza di tablet e telefoni cellulari, con vetri neri, superfici interattive multifunzionali e metalli lucidi o satinati che incorniciano monitor e schermi.

I ‘Chandellier’ esclusivi all’interno della suite

All’interno della Katara Suite la luce è pensata come elemento di costruzione dello stesso spazio. Il suo scopo è catturare l’attenzione dell’ospite, avvolgendolo in un’atmosfera soffice e delicata, in contrasto con la frenesia ed il carattere tipici della metropoli milanese. Una luce drammatica, che enfatizza i cromatismi e la matericità delle essenze, dei vetri texturizzati e dei metalli preziosi, che conferiscono all’ambiente un ritorno all’eleganza e raffinatezza di altri tempi. Non solo. Il cliente può scegliere tra diversi scenari luminosi, per variare l’atmosfera a seconda delle necessità, rendendo dinamici e intercambiabili gli spazi per ogni tipo di occasione e circostanza.

La luce disegna gli elementi strutturali e diventa, nello stesso tempo, elemento architettonico che s’integra con l’illuminazione decorativa dei preziosi ‘chandelier’ in vetro soffiato, realizzati in esclusiva da La Murrina, su disegno di Marco Piva.

I due grandi lampadari della zona living e della camera da letto principale, entrambi alimentati da sorgente a LED RGB, rappresentano un’eccellenza dell’azienda: il primo è composto da una ripetizione modulare di gocce in vetro soffiato (1080 sfere), il secondo da una sequenza di piccole sfere di cristallo (380 gocce in vetro soffiato), tali da comporre ampi dischi concentrici, che si riflettono negli specchi dei fondali e del soffitto, dando vita a suggestivi riflessi e giochi di luce.

Zona living (courtesy photo: Andrea Martiradonna)
Dettaglio del grande chandelier della camera da letto principale, alimentato da sorgenti LED RGB (courtesy photo: Andrea Martiradonna)

Il terzo chandelier è invece quello della spa privata. Un oggetto scultoreo, anche in questo caso alimentato a LED, formato da 720 bolle in vetro soffiato color cristallo e 37 triedri e quadriedri in cristallo di varie lunghezze.

Il terzo ‘chandellier’ della spa privata ((courtesy photo: Andrea Martiradonna)

La spa si compone di una vasca idromassaggio del diametro di circa 4 m, contraddistinta cromaticamente da un rivestimento a mosaico, che dal nero della base sfuma verso il color platino in cima. Al centro splende l’enorme lampadario a cascata, all’interno del quale è stato inserito un soffione per poter godere, contemporaneamente, della sorgente dell’acqua e delle proprietà cromoterapeutiche della luce.

MILANO – EXCELSIOR HOTEL GALLIA – KATARA SUITE

Progettazione del restyling architettonico e di lighting design: Studio Marco Piva

Milano. Excelsior Hotel Gallia. Katara Suite (courtesy: La Murrina)

Chandelier ‘custom’ per la Katara Suite: La Murrina

FOSCARINI

GAZIANTEP – HSVHN HOTEL HISVAHAN

Per il cortile e il porticato dell’ HSVHN Hotel His¸vahan a Gaziantep, in Turchia, in un’armonia perfetta tra identità storica e contemporaneità, le lampade ‘Plass’ di Foscarini illuminano gli spazi alla pari di antiche lanterne.

L’HSVHN Hotel His¸vahan è un affascinante ‘boutique hotel’, situato nel cuore della città turca di Gaziantep, nella parte sud-orientale dell’Anatolia, una regione antichissima, i cui primi insediamenti risalgono al IV millennio a.C.

Il restyling dell’edificio, curato nel 2016 da GeoID – Interior Design e branding studio che ha già progettato in passato il Maxx Royal Resorts e il W Hotel di Istanbul, ha saputo reinterpretare la monumentalità del palazzo, attraverso moderni codici stilistici, adeguandolo alle nuove esigenze funzionali.

Esterni dell’ HSVHN Hotel His¸vahan a Gaziantep, in Turchia
HSVHN Hotel His¸vahan a Gaziantep, in Turchia

La soluzione di illuminazione

Sospesa fra memoria e attualità, la lampada Plass – il cui nome è la sintesi di plastic e glass – qui nella versione sospensione, si presta a caratterizzare gli ampi spazi della struttura alberghiera, diventando parte integrante dell’intervento lighting.

Le sospensioni ‘Plass’ (cortesia: Foscarini)

Disegnata dal designer Luca Nichetto, questa lampada rappresenta il ‘file rouge’ che lega le origini muranesi del suo designer e di Foscarini alla vocazione di entrambi per l’innovazione e la sperimentazione materica. La lampada, infatti, rielabora la millenaria tradizione artigianale del vetro, servendosi però di un materiale e di un processo contemporanei: il policarbonato trasparente stampato con tecnica rotazionale.

Il designer Luca Nichetto

Grazie a questa tecnologia, mai utilizzata prima in una scala così grande nel campo dell’illuminazione, le finiture non risultano impersonali e fredde, ma sono segnate da lievi irregolarità, evidenziate dalla sorgente luminosa, come nel vetro lavorato artigianalmente. “Sono partito dalla sfera, che ho leggermente schiacciato, dandole una forma più o meno allungata e movimentando la superficie con incisioni molto simili alle molature. Un rimando agli effetti delle perle di vetro veneziane, le cosiddette “conterie”, tradizionalmente incise a mano” ci spiega Luca Nichetto, commentando il concept progettuale.

La luce ‘emozionale’ di Plass, una preziosa perla di grandi dimensioni, s’inserisce in modo armonioso nel cortile, fra i mosaici e le statue, preziose testimonianze dell’arte e della cultura di Gaziantep. Ogni dettaglio del progetto esalta e mette in evidenza lo stile e il carattere originario della struttura – inizialmente adibita a mercato e luogo di incontro –, conferendo una “moderna interpretazione di una cultura antica” che affonda le sue radici nella storia dell’impero ottomano.

GAZIANTEP – HSVHN HOTEL HIS¸VAHAN

Progetto di restyling architettonico: GeoID-Interior Design e branding studio

 Apparecchio di illuminazione: Plass (design: Luca Nichetto)

QUICKLIGHTING

LA LUCE E’ MOBILE

Audrey Wall è una luce da lettura a LED che si applica su qualsiasi superficie a parete. Progettata da Quiklighting, il ramo dell’azienda dedicato all’illuminazione a LED per l’architettura civile, la lampada riscuote un alto indice di gradimento nel settore alberghiero, grazie all’essenzialità del suo design, dell’eleganza dell’apparecchio e alla grande versatilità del prodotto. È possibile scegliere, infatti, la versione più adatta alle proprie esigenze, compatibili con gli arredi e la gamma cromatica dell’ambiente in cui è collocata, grazie alle particolari finiture metalliche, realizzate in alluminio, cromo, oro, bronzo, nero, satinato, lucido e altre ancora.

Nella linea standard, ‘Audrey Wall’ viene proposta in alluminio cromato o satinato e in materiale composito bianco o grigio metallizzato. È disponibile, inoltre, con o senza interruttore e – nel primo caso – con il pulsante in testa o alla base.

Serie ‘Audrey Wall’, con le diverse finiture disponibili (courtesy photo: Quicklighting)

Tra le ultime novità s’inserisce il modello dotato di presa USB per ricaricare il proprio smartphone. Il braccio flessibile, rivestito in pelle o silicone in diversi colori, può essere personalizzabile.

Audrey Wall, la nuova versione USB (courtesy photo: Quicklighting)

Le versioni custom sono richieste soprattutto in presenza di testate del tetto imbottite, rivestite in pelle o ecopelle. Il cliente in questo caso può fornire lo stesso materiale utilizzato per il rivestimento del letto.

 

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