“3F Trittico” di 3F Filippi

“3F Trittico” (design: Atelier(s) Alfonso Femia, per 3F Filippi)

La luce di “3F Trittico“ è una luce a geometria variabile, tale da offrire la massima flessibilità di utilizzo all’interno di un ambiente

L’apparecchio di illuminazione “3F Trittico”, dovuto al design di Atelier(s) Alfonso Femia per 3F Filippi, si definisce attraverso tre linee di luce, legate fra loro da determinate affinità anche se autonome nello spazio.

(cortesia: 3F Filippi)

“3F Trittico” nasce per offrire una luce che diventi parte dello spazio, ne disegni le geometrie, i minimi paesaggi in sintonia con la natura dello spazio e i sentimenti di chi quello spazio lo vive nelle diverse modalità d‘uso, ora operative, ora effimere, ora collettive, ora conviviali ora personali.

La luce non può che riferirsi al suo rapporto di presenza, ora discreta ora evidente: quando ogni cosa produce un ritmo variabile, una serie di sequenze possibili, questa sta interagendo con noi e con i nostri bisogni, sino a poter soddisfare i nostri desideri.

La luce di “3F Trittico” è quindi una luce a geometria variabile, a ritmo variabile, con sequenze variabili, tale da offrire la massima flessibilità di utilizzo all‘interno di un ambiente. Il lighting concept sul quale è stato progettato il sistema di fonda su un elemento semplice: la linea, che diventa complessa nella sua stratificazione di anima, di luce e corpo di luce.

L’apparecchio “3F Trittico” di 3F Filippi è stato pensato per ogni tipo di spazio, ovviamente partendo da quello operativo dell’ufficio, nell’accezione contemporanea del workplace 3.0, sino a quello domestico: perché gli oggetti, affinché entrino in contatto con noi e ci parlino, devono sapere contaminare e contaminarsi, devono poterci appartenere. “3F Trittico” è spazio, siamo noi.

 

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